La spinta dell'opposizione di Benevento per mettere fine all'amministrazione Mastella ha aperto una seconda frattura all'interno del consiglio comunale. Rosetta De Stasio, consigliera di Prima Benevento, ha preso le distanze dalla manifestazione annunciata per chiedere le dimissioni del sindaco, definendo gli organizzatori incoerenti e mossi da personalismi.

Secondo De Stasio, l'azione politica dovrebbe essere coerente ed efficace. A suo giudizio, alcuni di coloro che oggi protestano avevano in precedenza sostenuto lo schieramento politico di Clemente Mastella in un'elezione regionale e oggi governano al suo fianco in Campania, e questo mina la credibilità della protesta attuale.

La protesta segue un dossier in 24 punti presentato dai gruppi di opposizione di Benevento per chiedere la fine dell'amministrazione Mastella. Secondo il dossier, le criticità riguardano l'indagine giudiziaria che coinvolge l'ex dirigente comunale Gennaro Santamaria, i ritardi nei lavori pubblici e nei progetti del PNRR, le condizioni delle scuole, la gestione di trasporti e parcheggi, le questioni ambientali e presunte nomine clientelari.

Mastella ha respinto le accuse e ha detto di voler continuare a governare invece di dimettersi anticipatamente. Ha descritto i 24 punti come affermazioni contestate e non come fatti accertati.

De Stasio ha inoltre messo in dubbio l'utilità concreta di chiedere le dimissioni mentre il sindaco conserva una maggioranza in consiglio. Ha detto che firmerebbe un'iniziativa di dimissioni se almeno altri 16 consiglieri si unissero a lei, presentandola come la soglia per una mossa istituzionale efficace piuttosto che per una manifestazione simbolica.

La contesa immediata si articola quindi in tre posizioni: la richiesta di dimissioni dell'opposizione, la critica di De Stasio alla coerenza e all'efficacia della protesta, e il rifiuto di Mastella di farsi da parte.

Si tratta di affermazioni politiche riportate. Le accuse relative alle inadempienze amministrative e all'indagine su Santamaria non sono state verificate in modo indipendente attraverso atti giudiziari o comunali ufficiali, e la composizione, la partecipazione e l'esito della protesta non risultano ancora accertati.