Dopo il caso Santamaria, la consigliera comunale di Benevento Rosetta De Stasio afferma che la politica locale è entrata in quello che definisce un tempo della responsabilità. Il suo messaggio è rivolto a chi rappresenta la città: fermarsi, riflettere e mettere al primo posto la trasparenza e il bene comune.

Con le sue parole: «È il tempo della responsabilità. Chi rappresenta la città deve interrogarsi».

Cosa ha detto De Stasio

De Stasio collega il caso Santamaria alla responsabilità politica e morale degli eletti e degli amministratori di Benevento. Secondo quanto riportato, sostiene che chi ricopre un ruolo pubblico dovrebbe chiedersi se può continuare a rappresentare i cittadini in modo credibile.

Un punto centrale è la distinzione tra interesse pubblico e ambizione privata. De Stasio afferma che chi fa politica deve separare il servizio alla città dal vantaggio personale o di parte e dare priorità al bene comune.

Rivolge inoltre un invito alla riflessione più ampia a cittadini, politici e amministratori della città. Allo stesso tempo respinge il «giustizialismo» politico, affermando che la responsabilità deve passare da una seria riflessione istituzionale e non da processi sommari condotti dalla politica.

Cosa non ha chiesto

De Stasio afferma che non chiederà direttamente le dimissioni di nessuno.

La sua posizione, secondo quanto riportato, è che le dimissioni debbano essere una decisione volontaria: dovrebbero essere presentate da chi ritiene personalmente opportuno compiere tale passo. L'accento è dunque sulla coscienza individuale e sulla responsabilità politica, piuttosto che su una lista di nomi o su un ultimatum posto dai colleghi.

Trasparenza e controlli al centro

Trasparenza, controlli anticorruzione e responsabilità politica delle istituzioni comunali sono i temi centrali della risposta al caso riportata dalle cronache.

Separatamente, i consiglieri di opposizione a Benevento hanno chiesto informazioni sulle misure preventive concrete, sui controlli interni e sulla regolarità delle procedure comunali. La richiesta riguardava chiarimenti sulle misure anticorruzione, sulla trasparenza e sulla vigilanza interna dopo una grave vicenda giudiziaria che coinvolge il Comune, e ha compreso l'abbandono per protesta di una seduta del Consiglio.

Le cronache disponibili non documentano pienamente il legame tra quel precedente episodio in Consiglio e la dichiarazione di De Stasio del settembre 2026, perciò i due fatti vanno letti come due momenti distinti riportati dalla stampa e non come parti di un'unica sequenza.

Perché è importante per i lettori

Per i cittadini, la questione pratica sollevata da De Stasio non è solo giudiziaria. È istituzionale: come il Comune spiega i suoi controlli, come risponde alle domande in Consiglio e come dimostra che le procedure sono regolari e verificabili.

Per amministratori e consiglieri, i punti in discussione sono concreti. Quali misure preventive sono in vigore? Come funzionano i controlli interni? Quali informazioni sono state fornite sulla trasparenza e sulla regolarità degli atti comunali? Sono queste le questioni sollevate dai consiglieri di opposizione che hanno chiesto chiarezza sulle procedure municipali.

Cosa resta da chiarire

Le cronache acquisite finora non accertano in modo indipendente tutti i fatti dell'indagine, i reati contestati o lo stato probatorio delle accuse. Il resoconto delle dichiarazioni di De Stasio registra una presa di posizione politica; non riporta la comunicazione completa della Procura né una decisione giudiziaria.

Allo stesso modo, l'identità, il ruolo formale e l'attuale posizione procedurale di «Santamaria» non sono dettagliati in modo indipendente nel materiale disponibile. Fino alla pubblicazione di ulteriori informazioni ufficiali, il caso va inteso come una vicenda giudiziaria riportata dalla stampa con conseguenze politiche, non come un accertamento definitivo di responsabilità.