Il servizio comunale di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani di Pompei è al centro di una disputa politica legata a una delibera della giunta comunale adottata il 15 luglio 2026.

Secondo quanto riportato da Metropolis Web, i rappresentanti del gruppo civico Pompei Popolare, Gaetano Coccoli e Aldo Avitabile, hanno inviato una nota formale al sindaco, alla giunta e ai consiglieri comunali chiedendo un esame approfondito della delibera riguardante la prosecuzione del servizio di igiene urbana.

Il gruppo contesta che la prosecuzione del servizio possa qualificarsi come legittima «proroga tecnica». La sua tesi, secondo quanto riportato, è che tali proroghe tecniche debbano avere carattere eccezionale ed essere collegate all'avvio di una nuova procedura di gara per il servizio.

L'articolo cita la delibera laddove afferma che essa «non costituisce approvazione del nuovo progetto di servizio né avvio della procedura di gara per il nuovo affidamento». Pompei Popolare indica proprio quel passaggio come punto centrale della sua obiezione.

Nella nota, Pompei Popolare ha chiesto al Comune di non dare attuazione all'atto e di valutare l'annullamento in autotutela di eventuali determine dirigenziali collegate. Il gruppo ha descritto quelle possibili determine collegate come potenzialmente illegittime e tali da esporre il Comune a un possibile danno erariale.

Ciò che non è ancora noto è rilevante. Il testo integrale, il numero e il valore economico della delibera del 15 luglio 2026 non sono stati verificati in modo indipendente, e nella cronaca non è stato reso pubblico alcun documento ufficiale di gara o giudiziario che confermi o smentisca la presunta illegittimità. Non è riportata nemmeno la risposta del Comune alle accuse.

La vicenda resta quindi, per ora, una contestazione formale con richiesta di riesame — non un accertamento che la delibera sia giuridicamente invalida.