I controlli ambientali mirati al bacino del fiume Sarno hanno portato a provvedimenti contro due aziende conserviere di Nocera Inferiore e Mercato San Severino.

Le ispezioni, riportate il 2 ottobre 2026, si sono concentrate sugli scarichi di acque reflue industriali. Gli investigatori hanno segnalato violazioni della normativa sugli scarichi, con un sito posto sotto sequestro in attesa degli esami di laboratorio.

Due aziende controllate

I controlli hanno riguardato due aziende conserviere, una a Nocera Inferiore e una a Mercato San Severino.

L'ANSA ha così riassunto gli esiti: "Violazioni della normativa ambientale in materia di scarichi di acque reflue industriali sono state accertate in due aziende conserviere."

Le notizie disponibili non indicano i nomi delle aziende.

Per uno dei casi, gli investigatori hanno contestato violazioni relative agli scarichi di acque reflue industriali ai sensi dell'articolo 137 del decreto legislativo 152/2006.

Fosso Imperatore e Mercato San Severino: misure diverse

I due siti sono stati trattati in modo diverso dagli investigatori.

Presso l'impianto di Fosso Imperatore, lo stabilimento non è stato sequestrato perché la produzione era terminata per la stagione. Gli investigatori hanno riferito che non vi era un rischio immediato di reiterazione dell'inquinamento da parte di una produzione in corso.

A Mercato San Severino, gli investigatori hanno individuato uno scarico non autorizzato. L'area interessata è stata posta sotto sequestro in attesa di analisi chimiche e biologiche.

I risultati delle analisi chimiche e biologiche sullo scarico sequestrato non erano ancora disponibili nelle notizie acquisite. Le notizie non quantificano lo scarico né confermano il suo impatto misurato sulla qualità delle acque del Sarno.

Chi ha condotto l'operazione

L'operazione è stata coordinata dalla Procura di Nocera Inferiore.

Hanno partecipato i Carabinieri, la Guardia di Finanza, il nucleo dei Carabinieri per la tutela ambientale, l'Arpac e l'Ispra.

I controlli rientravano in un protocollo di monitoraggio ambientale che coinvolge le Procure generali presso le Corti d'appello di Napoli e Salerno.

Un'indagine più ampia oltre i due stabilimenti

Le indagini sull'inquinamento del Sarno vanno oltre le singole aziende e riguardano anche i Comuni e l'intero bacino fluviale.

L'agenzia regionale per l'ambiente Arpac descrive precedenti indagini sulle cause e sul grado di inquinamento nel bacino del Sarno, con ispezioni di aziende e Comuni e campionamenti delle acque del fiume.

In quel lavoro precedente, le analisi dell'Arpac avevano rilevato concentrazioni molto elevate di Escherichia coli lungo il fiume, descritte come un indicatore di contaminazione fecale.

Questo contesto è importante per i lettori della Penisola Sorrentina e della piana del Sarno: i controlli di ottobre non sono un caso isolato, ma parte di un'attività di controllo di lunga data sulle pressioni inquinanti che gravano sul sistema fluviale.

Cosa è accertato — e cosa no

Cosa accertano le notizie disponibili:

  • Due aziende conserviere di Nocera Inferiore e Mercato San Severino sono state ispezionate per gli scarichi di acque reflue industriali.
  • Sono state segnalate violazioni ai sensi dell'articolo 137 del decreto legislativo 152/2006.
  • Un'area a Mercato San Severino è stata sequestrata in attesa di analisi chimiche e biologiche.
  • L'impianto di Fosso Imperatore non è stato sequestrato, con gli investigatori che hanno citato la fine stagionale della produzione e l'assenza di un rischio immediato di reiterazione dell'inquinamento da parte di una produzione in corso.

Cosa non è accertato:

  • I nomi delle aziende coinvolte non sono stati resi noti nelle notizie disponibili.
  • I risultati di laboratorio relativi all'area sequestrata non sono stati pubblicati.
  • Le notizie descrivono violazioni presunte o rilevate e misure investigative; non stabiliscono una responsabilità penale definitiva.