Diego non ha voluto aspettare la sala parto. Il neonato di Fisciano è venuto alla luce alle 23:09 sulla barella di un'ambulanza, cinque minuti dopo l'arrivo del mezzo al pronto soccorso ginecologico dell'ospedale Ruggi di Salerno.
La madre, una donna di 27 anni della frazione Villa di Fisciano, era in travaglio avanzato mentre veniva trasportata in ospedale. Quello che era iniziato come un trasferimento d'emergenza di routine si è concluso con un parto all'interno dell'ambulanza gestita dall'associazione La Solidarietà di Fisciano.
Dalla casa all'ospedale in pochi minuti
L'equipaggio dell'ambulanza era stato chiamato per contrazioni regolari ogni tre o quattro minuti. Quando i soccorritori sono arrivati a casa della donna, la situazione era già precipitata: le acque si erano rotte e le contrazioni erano a circa dieci secondi l'una dall'altra.
Durante il trasporto, la Centrale Operativa Territoriale, nota come COT, ha allertato il pronto soccorso e ha predisposto il coinvolgimento del personale di ginecologia e terapia intensiva neonatale all'arrivo. L'ambulanza ha raggiunto il pronto soccorso ginecologico alle 23:04.
Non c'è stato il tempo di trasferire la donna in sala parto. Alle 23:09 Diego è nato sulla barella dell'ambulanza, dopo che il mezzo aveva già raggiunto il complesso ospedaliero.
Una catena di soccorritori
Le cronache descrivono un intervento coordinato che ha coinvolto diversi servizi:
- la centrale operativa del 118
- La Solidarietà di Fisciano, che ha gestito l'ambulanza
- Alfa Fisciano
- MSB Mercato San Severino
- l'ospedale Ruggi
- la Centrale Operativa Territoriale
La COT ha svolto un ruolo centrale di coordinamento, avvisando in anticipo il pronto soccorso in modo che il personale ospedaliero specializzato potesse accogliere l'ambulanza.
Cosa non dicono le cronache
Le cronache locali non riportano il nome della madre né il cognome di Diego. Non indicano inoltre le condizioni di salute della madre o del neonato dopo il parto, e nei resoconti esaminati non è inclusa alcuna dichiarazione pubblicata in modo indipendente da parte dell'ospedale Ruggi, del servizio 118 o della famiglia.
I resoconti non chiariscono nemmeno la posizione precisa dell'ambulanza all'interno dell'area ospedaliera al momento della nascita, ma riferiscono soltanto che il mezzo aveva raggiunto il pronto soccorso ginecologico e che il trasferimento in sala parto non era più possibile.