Un nuovo rogo è divampato il 1° ottobre 2026 in un terreno privato nei pressi del sito archeologico di Longola, a Poggiomarino. I vigili del fuoco sono intervenuti con il supporto della polizia locale di Poggiomarino e hanno contenuto le fiamme prima che potessero estendersi all'area archeologica.

Il rogo si è verificato vicino al sito, ma non al suo interno. Nessuna delle fonti acquisite quantifica l'area bruciata o i danni alla proprietà privata, e la causa non è stata accertata nei resoconti finora raccolti.

Gestione dell'emergenza e reazione delle istituzioni

Secondo quanto riportato dalla stampa locale, i vigili del fuoco hanno spento le fiamme mentre gli agenti della polizia locale hanno assistito le operazioni sul posto.

Il prefetto di Napoli Michele di Bari ha condannato l'episodio ed ha espresso apprezzamento per i soccorritori intervenuti a tutela dell'area.

Un anno difficile per Longola

L'episodio di ottobre è seguito a due incendi segnalati nell'area di Longola nel giugno 2026.

Il Comune di Poggiomarino ha riferito che un incendio il 19 giugno 2026 ha colpito gravemente il Parco archeologico naturalistico di Longola, danneggiando tra l'altro l'infopoint e i laboratori didattici del parco.

Dopo quell'incendio, il Comune ha descritto Longola come un sito di valore storico, ambientale e culturale e ha dichiarato che erano in corso attività di recupero e riqualificazione. Le fonti acquisite non indicano tempi né un budget confermato per tali lavori, e non è chiaro se l'ultimo episodio sia formalmente collegato agli incendi di giugno.

Perché Longola è importante

Longola è legata all'insediamento dei Sarrasti ed è stata scoperta nel 2000 durante i lavori connessi a un impianto di depurazione.

È descritta dal Comune come parco archeologico e naturalistico, e dall'Archeoclub d'Italia come sito archeologico in area umida. Dopo il precedente incendio, l'Archeoclub ha sostenuto che il nucleo archeologico del sito è rimasto in gran parte protetto sotto acqua e terra.

Questo contesto aiuta a spiegare perché i ripetuti incendi nelle aree circostanti abbiano suscitato la preoccupazione delle istituzioni locali e delle associazioni di tutela del patrimonio, anche quando le fiamme non entrano direttamente nell'area archeologica.

Cosa resta da chiarire

I resoconti acquisiti non accertano la causa dell'incendio del 1° ottobre, l'estensione del terreno privato bruciato né un eventuale collegamento formale con gli episodi di giugno. Ulteriori informazioni sullo stato di avanzamento del recupero e della riqualificazione dopo i danni di giugno non sono state fornite nelle fonti esaminate.