Il 26 ottobre 2026 IrpiniaNews ha riportato che Nicola Dello Russo si è avvalso della facoltà di non rispondere alle domande poste dal giudice per le indagini preliminari di Napoli Maria Laura Ciollaro, dopo una nuova misura cautelare nell’ambito dell’indagine sul Vallo di Lauro.

Il caso riguarda presunti tentativi di riorganizzazione del clan Graziano e presunte estorsioni nell’area del Vallo di Lauro. Secondo quanto riportato, il presunto ruolo di Dello Russo è stato descritto come partecipazione, in veste di intermediario, a un singolo episodio. Le notizie riportano ipotesi attribuite a investigatori e magistratura inquirente, non un accertamento definitivo di responsabilità penale.

Un percorso cautelare di andata e ritorno

IrpiniaNews riferisce che Dello Russo era già passato attraverso la detenzione domiciliare, la scarcerazione dopo una decisione del Tribunale del Riesame di Napoli e il successivo ritorno in carcere in esecuzione di una nuova misura emessa a Napoli.

In un distinto articolo, IrpiniaNews ha riportato che il Tribunale del Riesame di Napoli aveva annullato una precedente misura cautelare nei confronti di Dello Russo. Le motivazioni complete di quell’annullamento non erano disponibili nella cronaca acquisita.

Questa sequenza è importante per i lettori: misure cautelari, detenzione domiciliare, annullamento da parte del tribunale del riesame e una nuova misura sono decisioni procedurali che riguardano le esigenze cautelari e il quadro indiziario valutato in ciascuna fase. Non costituiscono una sentenza di condanna o di assoluzione.

Cosa ipotizzano gli investigatori nel Vallo di Lauro

Secondo quanto riportato da Il Mattino sull’indagine, gli investigatori hanno ipotizzato che diverse imprese attive nel Vallo di Lauro siano state destinatarie di richieste estorsive collegate a lavori pubblici.

Il Mattino ha riportato che gli investigatori hanno ipotizzato richieste estorsive nei confronti di imprese impegnate in appalti pubblici, tra cui una richiesta di pagamento pari al cinque per cento e il presunto ruolo di intermediario di Dello Russo.

La stessa cronaca segnala un’importante distinzione emersa in una fase precedente: il primo giudice di Avellino aveva applicato misure detentive, ma non aveva convalidato il mandato d’arresto e non aveva ravvisato, in quella fase, indizi sufficienti per l’accusa di associazione mafiosa.

Cosa resta da chiarire

Diversi punti non risultano definiti dalle notizie disponibili:

  • La precisa base indiziaria della nuova misura e del presunto ulteriore episodio estorsivo è riferita dalla cronaca, ma non è qui documentata in modo autonomo attraverso un’ordinanza giudiziaria.
  • Le motivazioni dell’annullamento della precedente misura da parte del Tribunale del Riesame di Napoli risultavano ancora in attesa nella cronaca.
  • L’esito procedurale definitivo per Dello Russo e per le altre persone indagate non è stabilito da queste notizie.

La scelta di Dello Russo di non rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari lascia le accuse senza risposta in quell’udienza. I successivi passaggi del procedimento stabiliranno se la nuova misura sarà confermata e se le ipotesi formulate porteranno a un processo e a una sentenza definitiva.