Due fratelli di 76 e 75 anni sono stati convinti a mettere l'oro di casa su un tavolo dopo che alcuni interlocutori telefonici avevano detto loro di essere sospettati di coinvolgimento nella rapina di una gioielleria, secondo quanto riporta Il Mattino. Un uomo di 41 anni originario di Scafati è stato poi arrestato con l'accusa di truffa aggravata quando è arrivato per ritirare gli oggetti di valore.

Secondo quanto riportato, il ritiro è avvenuto a Montebello della Battaglia, nell'Oltrepò Pavese, vicino a un centro commerciale dove una gioielleria era stata rapinata il giorno prima. La rapina avvenuta nelle vicinanze è stata usata come pretesto per l'approccio, ma i gioielli preparati dai due fratelli non avevano alcun legame con essa.

Secondo il resoconto, i gioielli valevano circa 10.000 euro e sono stati trovati disposti su un tavolo nell'abitazione delle vittime. Il presunto incaricato del ritiro era arrivato in taxi. Secondo quanto riferito, avrebbe dichiarato di essere stato reclutato a Napoli, nei pressi di Piazza Garibaldi, e di aver ricevuto un'offerta di 200 euro per recarsi a Pavia a ritirare gioielli.

Il materiale disponibile descrive un arresto e un'accusa di truffa aggravata, non una condanna definitiva. L'identità completa della persona non è stabilita in questa sede, e il resoconto non fornisce una data di calendario del tutto univoca, facendo riferimento invece a un venerdì pomeriggio e al giorno precedente.

Uno schema di truffa documentato

Le fonti di polizia descrivono la tattica riportata come un noto schema del «finto carabiniere». Una telefonata concitata da parte di qualcuno che si presenta come carabiniere fa riferimento a una falsa emergenza o a una presunta rapina, creando pressione per collaborare, seguita dall'arrivo di un complice che ritira oro o contanti.

La Polizia di Stato e i Carabinieri hanno documentato casi analoghi in cui un interlocutore telefonico ha falsamente affermato che gli oggetti di valore dovevano essere controllati dopo una rapina. In un caso ufficiale dei Carabinieri del 2026, gli investigatori hanno monitorato il ritiro programmato e hanno arrestato il sospettato che si è presentato. Come nel caso qui descritto, una notizia di arresto non stabilisce la responsabilità penale definitiva.

Cosa fare secondo la polizia

La Polizia di Stato precisa che i veri appartenenti alle forze dell'ordine non mandano nessuno a domicilio per verificare o ritirare oro o contanti.

Indicazioni di utilità per il lettore, fondate su tali avvertenze:

  1. Considerate come segnale di truffa qualsiasi telefonata che parli di un'indagine per rapina e chieda di consegnare oggetti di valore a un visitatore. Non mettete oro o contanti a disposizione per il ritiro e non consegnateli a sconosciuti.
  1. Interrompete la richiesta insolita e verificate in modo indipendente. La Polizia di Stato raccomanda di segnalare tali richieste tramite i numeri di emergenza 112 o 113.

Il caso ricorda che un dettaglio locale convincente — qui, una vera rapina in gioielleria avvenuta il giorno prima vicino a un centro commerciale — può rendere urgente una falsa richiesta presentata come proveniente dalle forze dell'ordine. L'indicazione della polizia resta la stessa: i controlli reali sugli oggetti di valore non vengono effettuati mandando un incaricato alla porta.