Salerno piange il sergente Simone Ruggia, morto nello schianto di un CH-47 Chinook dell'Esercito italiano in Bosnia ed Erzegovina durante la missione EUFOR Althea. Dopo la notizia dell'incidente, in cui hanno perso la vita anche altri tre militari italiani, sono arrivati il cordoglio delle istituzioni cittadine e della Chiesa.

Un volo addestrativo finito in tragedia

Il Chinook aveva a bordo 15 persone quando è precipitato nel distretto di Brčko. Quattro militari italiani sono morti, mentre altre 11 persone sono rimaste ferite. Secondo le prime informazioni, nessun ferito versava in pericolo di vita.

EUFOR ha descritto il volo come un'attività addestrativa di routine. Il velivolo era partito da Viterbo per prestare servizio nell'ambito della missione EUFOR Althea, e al momento delle cronache la causa ufficiale dello schianto non era ancora stata accertata. Le cause restavano in fase di accertamento.

Da Pastena a Viterbo

Ruggia era originario di Salerno, legato al quartiere Pastena, e viveva e prestava servizio a Viterbo nel reggimento Antares dell'Esercito. Sebbene il servizio lo avesse portato in Italia centrale, aveva mantenuto forti legami con la sua città d'origine.

Era cresciuto a Pastena e aveva conservato stretti rapporti con gli amici a Salerno. Si era sposato circa cinque mesi prima della morte. Gli amici lo ricordavano come una persona generosa e sempre pronta ad aiutare.

Il cordoglio della città e della Chiesa

Il sindaco di Salerno ha espresso pubblicamente le condoglianze alla famiglia di Ruggia e alle famiglie delle altre vittime.

Anche l'arcivescovo Andrea Bellandi ha espresso il proprio cordoglio, unendosi al lutto della Chiesa salernitana per il sergente. Il viceministro degli Esteri Edmondo Cirielli ha a sua volta manifestato vicinanza alle famiglie e riconosciuto la perdita avvenuta durante il servizio in una missione internazionale.

Nelle cronache disponibili al momento non erano state fissate una data ufficiale né disposizioni dettagliate per il rimpatrio e per le esequie.