Il terremoto che ha colpito i Campi Flegrei il 31 luglio 2026 ha causato danni agli edifici e costretto un numero crescente di residenti a lasciare le proprie case. Le cronache locali hanno poi stimato gli sfollati a circa 6.000 persone, oltre a circa 1.000 persone ancora fuori casa dopo la precedente crisi sismica.

Cosa è successo il 31 luglio

Secondo l'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), il terremoto è avvenuto alle 19:46:43, con magnitudo durata Md 4.7 e una profondità di 2,6 km.

Il Dipartimento della Protezione Civile lo descrive come il terremoto più forte registrato nell'area flegrea nel 2026. Colloca l'evento nel quadro della crisi bradisismica in corso e del sollevamento del suolo che continua a interessare i Campi Flegrei.

L'INGV ha riferito decine di feriti e numerosi danneggiamenti nelle prime fasi dopo la scossa.

Quante persone hanno dovuto lasciare casa

I numeri riportati dalle diverse fonti si riferiscono a fasi differenti dell'emergenza.

Nella fase iniziale dopo il terremoto, l'INGV ha riferito che circa 800 persone erano state costrette a lasciare le proprie abitazioni.

Il Mattino ha successivamente riportato un totale molto più alto: circa 6.000 sfollati, più circa 1.000 persone ancora fuori casa dalla crisi precedente. Lo stesso resoconto cita 907 ordinanze di sgombero emesse dal Comune di Pozzuoli, che riguardano 2.748 nuclei familiari.

Il dato di circa 6.000 proviene dalla stampa. Le fonti raccolte per questo articolo non forniscono un prospetto ufficiale completo con criteri e data di aggiornamento coincidenti per quel totale successivo. Va quindi considerato come un totale riportato in una fase successiva, non direttamente confrontabile con il dato iniziale dell'INGV.

Napoli: accoglienza e verifiche

Il Comune di Napoli ha confermato la scossa di magnitudo 4.7 delle 19:46, l'attivazione del Centro Operativo Comunale e l'apertura dell'area di accoglienza di via Terracina.

Il 1° agosto risultavano registrate in quell'area di accoglienza 13 famiglie, per un totale di 31 persone.

Il numero degli sfollati resta soggetto a variazioni mentre proseguono le verifiche di agibilità e gli eventuali rientri.

Perché è parte di una crisi più lunga

Un punto utile per i lettori è che la scossa del 31 luglio non è stata isolata. Il Dipartimento della Protezione Civile la collega esplicitamente alla crisi bradisismica attiva nei Campi Flegrei, caratterizzata dal sollevamento del suolo ancora in corso.

Questo contesto è importante perché danni, ordinanze di sgombero e sfollamenti si sono accumulati nel corso di eventi successivi. Le circa 1.000 persone indicate come ancora fuori casa dalla crisi precedente mostrano che il terremoto di luglio si è aggiunto a una popolazione già sfollata, invece di partire da zero.

Come leggere i numeri

Un secondo punto che aiuta a interpretare i titoli: i totali pubblicati sono stati rilevati in momenti diversi.

Il dato di circa 800 persone descrive la prima fase dopo il terremoto. Il dato di circa 6.000 descrive una situazione successiva, dopo ulteriori sopralluoghi e ordinanze di sgombero.

Nelle fonti raccolte per questo articolo non è disponibile una ripartizione verificata per Comune, quartiere, tipologia di sistemazione o stato delle singole ordinanze. Da quelle stesse fonti non è inoltre possibile stabilire quante delle circa 6.000 persone sfollate abbiano poi ricevuto assistenza economica, sistemazione alberghiera o siano rientrate a casa.

Per le decisioni attuali su assistenza, accoglienza e rientri, i residenti devono seguire gli aggiornamenti dei Comuni di Pozzuoli e di Napoli, del Dipartimento della Protezione Civile e dell'INGV.