Il Parco Archeologico Sommerso di Baia ha ospitato il primo test operativo in ambiente reale di NERITES, progetto europeo finanziato da Horizon Europe per migliorare il monitoraggio del patrimonio archeologico sommerso e del suo stato di conservazione.
La campagna pilota si è svolta dal 31 agosto al 5 settembre 2026 presso la Villa dei Pisoni. Secondo il Consiglio Nazionale delle Ricerche e le fonti del progetto, il test ha riunito robotica, imaging, fotogrammetria, sensoristica, navigazione autonoma e comunicazione remota in un unico sistema pensato per il patrimonio culturale subacqueo.
Cosa è stato sperimentato a Baia
Le prove hanno riguardato navigazione autonoma, pianificazione delle missioni, tracciamento dei percorsi, posizionamento di precisione e acquisizione di immagini e dati tridimensionali. Queste funzioni sono centrali per l'obiettivo del progetto: rendere il monitoraggio del patrimonio sommerso più sistematico, remoto, non distruttivo e confrontabile nel tempo.
Il sistema sperimentato a Baia comprendeva un Autonomous Underwater Vehicle, una docking station, una boa di superficie e un Remote Monitoring and Command Centre. Le fonti progettuali e istituzionali confermano inoltre che durante la campagna sono stati sperimentati sensori LIBS, per la spettroscopia al plasma indotto da laser, e sensori QCL, basati su laser a cascata quantica.
Al lavoro hanno contribuito la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Culturale Subacqueo, il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, la Guardia Costiera e operatori locali di supporto subacqueo.
Il progetto europeo dietro la sperimentazione
NERITES è un progetto Horizon Europe con Grant Agreement 101132575. È iniziato il 1° gennaio 2024 e si conclude il 31 dicembre 2026, con un costo complessivo dichiarato di 3.994.750 euro.
La campagna di Baia è stata descritta come il primo test sul campo dell'infrastruttura integrata. In concreto, la configurazione collega il veicolo subacqueo, la docking station e la boa di superficie, con missioni che comprendono navigazione autonoma, posizionamento di precisione e rilievi 3D, mentre un centro remoto supporta il controllo e l'analisi dei dati acquisiti.
Cosa non è ancora noto
La documentazione disponibile descrive il primo test sul campo, ma non fornisce ancora risultati quantitativi conclusivi sull'accuratezza dei sensori o sulla capacità di rilevare il degrado nel lungo periodo.
Non è inoltre chiarito se e quando il sistema verrà adottato per il monitoraggio ordinario del Parco Sommerso di Baia dopo la conclusione del progetto. Le fonti non riportano un confronto completo tra i costi operativi di NERITES e quelli delle campagne tradizionali con intervento diretto dei subacquei.