Il Comune di Napoli ha raggiunto composizioni bonarie con i parenti delle vittime del crollo della Vela Celeste a Scampia, utilizzando un fondo assicurativo. L'udienza preliminare prosegue per altre richieste di risarcimento, comprese quelle relative alle persone ferite nel crollo.

Il crollo è avvenuto nella notte del 22 luglio 2024, quando un passaggio sopraelevato all'interno della Vela Celeste ha ceduto. Tre persone sono morte: Roberto Abbruzzo, Margherita Della Ragione e Patrizia Della Ragione. Dopo l'incidente sono stati evacuati circa 800 residenti e la Procura di Napoli ha aperto un'indagine sulle cause.

Sei imputati nell'udienza preliminare

L'udienza preliminare riguarda sei imputati, tra dirigenti e dipendenti comunali. Devono rispondere delle accuse di omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose in relazione al crollo.

Le composizioni accettate finora riguardano richieste di risarcimento avanzate dal Comune di Napoli ai parenti delle vittime tramite accordi bonari. Ulteriori risarcimenti per i parenti dei feriti erano ancora in valutazione, secondo le informazioni disponibili. La ricerca non specifica il numero definitivo degli accordi né gli importi individuali concordati, e l'esito finale dell'udienza preliminare non è stato accertato.

Nelle fonti consultate non è riportato alcun accertamento giudiziario definitivo sulle responsabilità individuali.

Risarcimenti e sostegno abitativo sono misure distinte

I risarcimenti giudiziari ai parenti delle vittime e il sostegno pubblico per le famiglie sgomberate sono due misure distinte. I primi riguardano i danni derivanti dal crollo. Il secondo offre un sostegno temporaneo alle famiglie evacuate dalla Vela Celeste.

Per le famiglie sgomberate, la normativa nazionale ha previsto contributi mensili per l'autonoma sistemazione. Gli importi vanno da un massimo di 400 euro per i nuclei di una persona fino a un massimo di 900 euro per i nuclei di almeno cinque persone, a seconda della composizione del nucleo familiare.

Sono previste maggiorazioni mensili aggiuntive fino a 200 euro per ciascun componente del nucleo con più di 65 anni o con disabilità riconosciuta, alle condizioni stabilite dalla normativa. La normativa indicava il 31 dicembre 2025 come termine massimo ordinario; nelle fonti consultate non è stato verificato se disposizioni successive abbiano modificato tale scadenza.

Cosa resta aperto

Restano aperte due questioni per chi segue il caso. La prima riguarda i risarcimenti legati ai feriti: il numero delle persone ferite varia nelle diverse ricostruzioni e il dato definitivo utilizzato nel procedimento non è stato chiarito nel materiale acquisito. La seconda riguarda la responsabilità penale: l'udienza preliminare non si è conclusa nelle fonti riportate, quindi le accuse contro i sei imputati restano ipotesi che dovranno essere esaminate dal giudice.

Per i residenti della Vela Celeste, a Scampia, la distinzione pratica è importante. Le famiglie che hanno lasciato le proprie case dopo l'evacuazione possono essere interessate dai contributi per l'autonoma sistemazione, mentre le composizioni riguardano i parenti delle persone decedute. I due percorsi seguono regole e tempi diversi.