Il cardinale Gianfranco Ravasi ha parlato al Teatro di San Carlo di Napoli in occasione di una lectio organizzata nell'ambito dell'iniziativa «Dialoghi in Prefettura» dal prefetto Michele di Bari. L'incontro era dedicato alla persona umana e alla società contemporanea e si è svolto davanti a una platea di studenti.
Il messaggio centrale attribuito a Ravasi è che la tecnologia e la scienza, da sole, non sono sufficienti. Secondo quanto riferito, devono restare in dialogo con l'arte, la poesia, il sentimento, le arti liberali e le discipline umanistiche.
La fragilità accanto all'intelligenza umana
Nel corso della lectio, Ravasi ha collegato la complessità e la grandezza dell'intelligenza umana alla fragilità e alla vulnerabilità. I resoconti presentano questo binomio come parte di una riflessione più ampia sulla natura umana.
Ha affrontato anche i temi della libertà, della verità, del bene e del male, oltre alle fake news e alla post-verità. Il tema dell'incontro era il rapporto tra la persona umana e la società contemporanea.
Gli studenti e la questione della verità
La presenza degli studenti ha conferito alla discussione una dimensione educativa concreta. L'attenzione riferita ai temi della verità, delle fake news e della post-verità riguarda l'ambiente informativo in cui vivono i giovani, dove gli strumenti scientifici e tecnologici circolano insieme a notizie inaffidabili.
L'argomentazione attribuita a Ravasi non era contro la scienza o la tecnologia. Era che non sono sufficienti da sole: la poesia, l'arte e le discipline umanistiche appartengono a una forma di conoscenza pienamente umana.
Una cornice civica
Il prefetto Michele di Bari ha collegato una cultura «sapienziale» a relazioni sociali fondate sulla buona condotta, sulla legalità e sul rispetto degli altri. Questa impostazione colloca la lectio in un contesto civico, non solo culturale: la cultura viene presentata come legata al modo in cui le persone vivono insieme.
L'incontro ha incluso anche un pensiero per il Pontefice ricoverato in ospedale.