La Campania ha rinnovato il protocollo per promuovere e gestire i servizi bibliotecari all'interno degli istituti penitenziari, con l'obiettivo dichiarato di trasformare la lettura e lo studio in strumenti di istruzione, inclusione e reinserimento sociale.

Il piano ruota attorno alla creazione del Polo delle Biblioteche Carcerarie Campane, una rete destinata a collegare le biblioteche delle carceri con le biblioteche pubbliche di tutto il territorio regionale. Tra i suoi obiettivi principali figurano il rinnovo delle raccolte e l'attivazione del prestito interbibliotecario.

Cosa prevede il protocollo rinnovato

Secondo quanto riportato dalle fonti verificate, l'accordo sostiene l'organizzazione dei servizi bibliotecari negli istituti di pena e collega tali servizi ai percorsi trattamentali. Piuttosto che considerare le biblioteche carcerarie soltanto come luoghi dove conservare libri, il progetto le presenta come spazi di studio e di socializzazione.

Tra le misure previste figurano:

  • lo sviluppo del Polo delle Biblioteche Carcerarie Campane e il suo collegamento con le strutture bibliotecarie pubbliche del territorio;
  • il rinnovo delle raccolte librarie presenti negli istituti penitenziari;
  • l'attivazione del prestito interbibliotecario tra carceri e biblioteche pubbliche;
  • la formazione professionale in biblioteconomia per le persone detenute, con gestione diretta di catalogazione e prestiti;
  • un servizio di "scaffale circolare" che rende i libri disponibili direttamente nelle celle.

Il protocollo avrebbe durata annuale, con un contributo di 4.000 euro stanziato dal Consiglio regionale e dal Garante regionale dei detenuti. Il testo integrale del protocollo non era disponibile nelle fonti acquisite, quindi responsabilità operative e calendario di attuazione non hanno potuto essere verificati direttamente.

Formazione, lavoro e libri in circolazione

Un elemento distintivo del progetto è il coinvolgimento delle persone detenute nella gestione di servizi bibliotecari funzionanti. La formazione riguarda il lavoro bibliotecario, mentre catalogazione e gestione dei prestiti saranno affidate direttamente ai partecipanti.

Lo "scaffale circolare" e il prestito interbibliotecario servono a far circolare i libri invece di lasciarli fermi in una sola stanza: i volumi possono muoversi tra le celle e tra gli istituti, e i lettori all'interno delle carceri possono accedere a un catalogo più ampio grazie alla cooperazione con le biblioteche pubbliche del territorio.

Il progetto riprende esperienze avviate dal 2021, tra cui corsi per bibliotecari, "Parole in circolazione. Liberiamo la cultura" e il contest "Cacciatori di libri". Le fonti confermano quelle precedenti attività formative e iniziative; lo stato attuale delle singole raccolte non è stato interamente accertato.

Perché alfabetizzazione e studio contano

Il Garante regionale ha segnalato la presenza in Campania di 301 detenuti analfabeti, sottolineando la necessità di rafforzare alfabetizzazione e istruzione accanto all'accesso ai libri.

In questo contesto, le fonti riportano anche che a Secondigliano 54 detenuti di alta sicurezza e 28 di media sicurezza partecipano a sette corsi dell'Università Federico II. La ricerca non stabilisce le ragioni di tale partecipazione, ma i numeri descrivono una presenza educativa già esistente all'interno di uno dei più grandi istituti della regione.

"La cultura sarà strumento di riscatto" è la frase usata per riassumere l'obiettivo: studio, lettura e accesso alle biblioteche collegati alla crescita personale e alla preparazione alla vita dopo la detenzione.

Cosa osservare adesso

Le fonti riportano dati diversi sul numero di istituti per adulti coinvolti: Il Mattino cita 14 strutture, mentre ANSA e GNews ne citano 15. Le fonti acquisite confermano quindi la partecipazione di più istituti per adulti, senza confermare l'elenco finale esatto.

Per i lettori, la prova pratica sarà se la rete prevista produrrà servizi bibliotecari stabili e funzionanti: scaffali aggiornati, procedure di prestito operative con le biblioteche pubbliche, formazione continua e libri che arrivino davvero nelle celle. La durata annuale dell'accordo significa che la continuità dipenderà dal rinnovo, dalla chiarezza sui finanziamenti e dai risultati pubblicati del primo anno.