Le sepolture sono ferme per il secondo giorno consecutivo negli undici cimiteri comunali di Napoli, mentre i seppellitori proseguono la protesta di tre giorni per gli stipendi che, denunciano, non vengono pagati dall'estate.
I lavoratori, dipendenti di cooperative in appalto, dicono di aver ricevuto l'ultimo stipendio a luglio. Sono riuniti in assemblea permanente presso l'area dei cimiteri cittadini in via Santa Maria del Pianto, con sepolture ed esumazioni sospese per tutta la durata della mobilitazione.
La protesta, organizzata dalla Cisl Fp, è in programma dal 28 al 30 settembre 2026.
Bare e urne in attesa nei depositi
Nella prima giornata della mobilitazione, circa trenta bare e circa sessanta urne cinerarie erano in deposito, secondo Il Mattino. Con sepolture ed esumazioni bloccate, il numero di bare e urne in deposito potrebbe essere aumentato con il secondo giorno di stop.
Le cronache descrivono bare ferme nei depositi e salme conservate nelle celle frigorifere mentre l'assemblea continua.
Perché i lavoratori si sono fermati
I seppellitori lavorano per cooperative assunte in appalto, non alle dirette dipendenze del Comune di Napoli. Secondo le testimonianze sindacali e dei lavoratori riportate da Il Mattino e Fanpage, i dipendenti delle cooperative sono da mesi senza stipendio oppure vengono pagati con forti ritardi.
Secondo le stesse fonti, il Comune sostiene di pagare regolarmente le cooperative, indicando una vertenza tra le ditte appaltatrici e il loro personale piuttosto che un mancato pagamento comunale. La ricerca non documenta una dichiarazione ufficiale completa dell'Amministrazione con una soluzione definitiva, né identifica tutte le cooperative coinvolte o quantifica gli arretrati individuali.
Una vertenza ricorrente sugli appalti
La Cisl Fp ha chiesto di internalizzare il servizio, affidandolo a una società partecipata del Comune, sostenendo che una gestione diretta comunale garantirebbe continuità e puntualità nei servizi cimiteriali.
La proposta riflette un problema più ampio alla base dello stop: le operazioni di sepoltura a Napoli dipendono da manodopera esternalizzata delle cooperative, così una vertenza salariale tra cooperative e lavoratori può arrivare a bloccare contemporaneamente un servizio pubblico delicato in tutti gli undici cimiteri cittadini.
Cosa significa per le famiglie
Per le famiglie con funerali o esumazioni previsti durante i tre giorni di assemblea, bisogna aspettarsi ritardi. Sepolture ed esumazioni sono sospese per tutta la durata della mobilitazione, e le bare e le ceneri già ricevute potrebbero restare in deposito fino alla ripresa delle attività.
I parenti dovrebbero contattare la propria agenzia funebre o gli uffici cimiteriali per aggiornamenti sulla programmazione, poiché il numero di bare e urne in deposito si basa su una rilevazione iniziale e potrebbe essere aumentato durante la protesta. Non ci sono ancora informazioni confermate sull'eventuale pagamento degli arretrati né sulla piena ripresa delle attività dopo il 30 settembre.