Jeanne Daheuiller è una fotografa e street artist francese che ha scelto Napoli come casa. Era arrivata in città per una ricerca di tesi, e poi ha deciso di restare.

La sua storia è stata raccontata da Il Mattino, che descrive il suo piccolo banchetto fotografico a Port'Alba. Lì espone e vende i suoi lavori: fotografie analogiche colorate a mano e immagini accompagnate da versi di canzoni italiane.

Un banchetto a Port'Alba

Il banchetto è il punto centrale in cui i visitatori incontrano il suo lavoro. Daheuiller lavora con la fotografia analogica e con interventi manuali ad acquerello, che danno alle stampe una qualità pittorica e personale.

Molte immagini sono accompagnate da versi di canzoni italiane. Fotografia e musica si incontrano direttamente al banchetto, e per chi va a cercarlo è questa la combinazione da aspettarsi: ritratti e immagini di strada rielaborati con il colore e con le parole.

Nelle fonti disponibili non sono confermati giorni fissi né orari di presenza del banchetto, quindi i visitatori devono considerarlo una presenza variabile e non una bottega con orari stabiliti.

«Vere donne»: una risposta femminista

Il progetto femminista «Vere donne» è nato come risposta creativa alle molestie e agli stereotipi sessisti. Utilizza pose provocatorie, fotografia analogica e interventi pittorici ad acquerello.

L'idea è nata da conversazioni tra amiche a Parigi. Come ha scritto la stessa Daheuiller in un post del 17 maggio 2026, le fotografie sono state poi portate a Napoli e affisse nelle strade della città.

Nelle sue parole, tratte da quel post: «Questi sono gli ultimi scatti realizzati prima di volare verso la mia bella-caotica Napoli, che non sapevo ancora, avrei chiamato casa.»

Quella frase racchiude il percorso del progetto: immagini concepite prima del trasferimento, che a Napoli hanno trovato una seconda vita.

«Les complexes»: dalla debolezza alla forza

Una seconda serie, «Les complexes», affronta i complessi femminili e l'immagine di sé. Presentata in una scheda progettuale indipendente, la serie è dedicata all'accettazione delle differenze individuali.

Il suo obiettivo è trasformare ciò che viene percepito come debolezza in una forma di orgoglio e di forza.

«Napoli Velata»: ricerca e poesia

La ricerca accademica di Daheuiller aggiunge un altro strato al suo legame con la città. Citata nel programma di tesi del Master ArTeC, la sua ricerca si intitola «Napoli Velata. L'anti-guide ésotérique, poétique et sensible».

Il titolo stesso unisce Napoli, fotografia, dimensione esoterica e sensibilità poetica. Era venuta a Napoli per studiare, e la città è diventata insieme soggetto e casa.

Imparare l'italiano con la musica

La sua formazione unisce studi in psicologia, design, fotografia e ricerca e creazione artistica.

Ha raccontato di aver imparato l'italiano anche attraverso la musica, tra cui le canzoni di Battiato, Lucio Dalla e Mina. Questo aiuta a spiegare perché i versi compaiono accanto alle sue fotografie: le canzoni italiane hanno fatto parte del modo in cui ha imparato la lingua della sua città d'adozione.

Per i visitatori, Port'Alba resta il punto di partenza concreto. Cercate le stampe analogiche colorate a mano, i testi delle canzoni e i progetti femministi di street art che collegano le conversazioni parigine alle strade di Napoli.