Domenica 8 novembre 2026, le squadre di soccorso hanno svolto un'esercitazione all'interno del cratere del Vesuvio, simulando il recupero di un vulcanologo infortunato.

L'operazione è stata condotta dalla 34ª Delegazione del Soccorso Alpino e Speleologico della Campania. Secondo l'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, l'esercitazione ha consentito alle squadre di mettere in pratica le procedure di recupero in un ambiente complesso e di rafforzare la capacità di intervento a beneficio di visitatori, lavoratori e ricercatori presenti nell'area del cratere.

Il presidente dell'Ente Parco Nazionale del Vesuvio, Raffaele De Luca, ha seguito le attività e ha ringraziato il personale di soccorso coinvolto.

Perché il cratere richiede un addestramento dedicato al soccorso

Il cratere è al tempo stesso un'area naturale protetta e un sito di visita gestito. Addestrarsi lì offre alle squadre di soccorso un'esperienza diretta delle condizioni operative in cui potrebbe rendersi necessario un intervento, invece di esercitarsi su un terreno diverso.

L'Ente Parco presenta l'esercitazione come parte dell'attenzione alla sicurezza all'interno dell'area protetta, con benefici che vanno oltre i visitatori e riguardano le persone che lavorano e svolgono attività di ricerca nella zona del cratere.

Nelle fonti consultate non sono stati forniti ulteriori dettagli operativi. I resoconti disponibili non indicano l'orario, la durata, il numero complessivo dei partecipanti o le attrezzature tecniche utilizzate, né se l'esercitazione abbia portato a modifiche delle procedure di soccorso già in vigore.

Contesto di visita: il Sentiero n. 5 "Il Gran Cono"

L'accesso al cratere avviene attraverso il Sentiero n. 5, "Il Gran Cono". Un protocollo del 29 giugno 2026 disciplina accessi, organizzazione e gestione della visita al cratere, con disposizioni per la sicurezza, i gruppi e il Presidio Permanente Vulcano Vesuvio.

In questo quadro, le visite sono soggette a modalità di accesso definite, fasce orarie, numero massimo di visitatori e regole di comportamento. Il percorso alto sulla sommità del cratere resta interdetto per motivi di sicurezza e tutela ambientale, salvo autorizzazione dell'Ente Parco.

Chi programma una visita al cratere dovrebbe quindi verificare prima del viaggio le regole di accesso vigenti e le modalità di visita autorizzate, poiché l'ingresso è contingentato e non è libero in ogni momento.

Monitoraggio e pianificazione dell'emergenza intorno al Vesuvio

Il Vesuvio è monitorato 24 ore su 24 dall'Osservatorio Vesuviano. La pagina della Protezione Civile consultata indica come livello di allerta il verde.

La Protezione Civile ha inoltre sviluppato un piano nazionale di emergenza per tutelare la popolazione residente sulle pendici del vulcano. Le fonti disponibili non forniscono un bollettino datato per il livello di allerta riportato, perciò visitatori e residenti dovrebbero fare riferimento agli organismi competenti di monitoraggio e di protezione civile per gli aggiornamenti correnti.

Insieme, l'esercitazione di soccorso, l'accesso regolamentato a "Il Gran Cono" e il monitoraggio vulcanico continuo descrivono il quadro di sicurezza intorno al cratere: preparazione a un eventuale incidente, regolazione della presenza in un'area sensibile e sorveglianza scientifica del vulcano.