La Regione Campania ha pubblicato l'avviso pubblico 2026 per la concessione di contributi a sostegno della gestione e del riutilizzo sociale dei beni confiscati. La dotazione complessiva è di 300.000 euro, con contributi fino a 60.000 euro per progetto. Le domande devono essere presentate entro le ore 23:59 del 30 ottobre 2026.
L'avviso è stato approvato con Decreto Dirigenziale n. 24 del 25 settembre 2026 e pubblicato sul BURC n. 52 del 30 settembre 2026.
Chi può partecipare
L'avviso è aperto ai soggetti che risultano concessionari di beni confiscati assegnati agli enti territoriali.
È ammessa una sola proposta progettuale per ciascun soggetto proponente, anche se riferita a più beni confiscati.
Cosa possono fare i progetti
I progetti possono rafforzare o ampliare le attività già in corso nei beni confiscati, oppure avviare nuove iniziative di utilità sociale e pubblica.
Gli interventi devono rispettare principi di efficientamento energetico, sostenibilità ambientale, superamento delle barriere architettoniche e sostenibilità socio-economica.
Temi prioritari
Ricevono punteggi premianti i progetti dedicati a:
- disabilità e supporto al "dopo di noi"
- housing sociale
- assistenza agli anziani
- tutela degli animali e contrasto al randagismo
Queste priorità indicano dove la Regione intende orientare il riutilizzo sociale nel programma 2026.
Come e quando presentare domanda
Le domande devono essere inviate esclusivamente via PEC a [email protected] entro le ore 23:59 del 30 ottobre 2026.
Si raccomanda di consultare il testo ufficiale dell'avviso e i suoi allegati per l'elenco completo dei documenti richiesti, i criteri dettagliati di ammissibilità e le regole di rendicontazione. La pagina informativa esaminata per questo articolo non riporta tutti questi requisiti di dettaglio.
Continuità con gli anni precedenti
La misura 2026 prosegue la politica regionale di sostegno alla gestione sociale dei beni confiscati, già applicata nei programmi annuali precedenti.
L'avviso relativo all'annualità 2024, ad esempio, sosteneva attività e servizi di natura socio-educativa e la promozione della cittadinanza attiva e della cultura della legalità. Questo contesto aiuta a spiegare l'impostazione attuale: sostenere gli usi sociali esistenti e incoraggiare allo stesso tempo nuovi progetti di interesse pubblico.
Cosa verificare prima di inviare la domanda
Due punti pratici, fondati sulle fonti ufficiali, meritano attenzione.
In primo luogo, occorre programmare un'unica proposta. Poiché è consentita una sola proposta per richiedente, i soggetti che gestiscono più immobili dovranno scegliere se concentrare le risorse su un solo bene oppure presentare una proposta integrata che comprenda più beni insieme.
In secondo luogo, la proposta va allineata sia ai principi trasversali sia a un tema prioritario. Efficienza energetica, accessibilità e sostenibilità ambientale e socio-economica sono principi progettuali richiesti, mentre disabilità, housing sociale, assistenza agli anziani e tutela degli animali offrono ulteriori vantaggi in termini di punteggio.
Nella documentazione esaminata non era disponibile alcuna ripartizione per provincia o per settore della dotazione complessiva di 300.000 euro, e non è possibile riportare alcun esito perché la scadenza del 30 ottobre 2026 non è ancora trascorsa.