Pompilio Forgione, sindaco di Solopaca e presidente di Sannio Acque, ha respinto le affermazioni secondo cui i suoi due incarichi sarebbero incompatibili, sostenendo che il controllo pubblico sulla società idrica è garantito dai rappresentanti dei Comuni presenti nel consiglio di amministrazione.
La replica, riportata da NTR24 il 3 ottobre 2026, risponde al Comitato Sannita Acqua Bene Comune, che aveva chiesto l'immediata rimozione o le dimissioni di Forgione dalla presidenza di Sannio Acque. La posizione del comitato era stata riportata separatamente il 2 ottobre 2026.
La controversia riguarda sia la possibilità che un sindaco in carica ricopra la presidenza della società, sia il modello di gestione scelto per il servizio idrico integrato nell'area del Sannio.
Cosa sostiene il comitato
Secondo quanto riportato nella sua dichiarazione, il Comitato Sannita Acqua Bene Comune ritiene che la carica di sindaco di Forgione sia in conflitto con la guida di Sannio Acque.
Il comitato fonda questa contestazione in parte sull'articolo 63 del decreto legislativo 267/2000 e definisce la struttura mista pubblico-privata della società un conflitto di interessi. Su questa base ne ha chiesto la rimozione o le dimissioni.
Come risponde Forgione
Forgione contesta l'accusa di incompatibilità e definisce gravi le affermazioni del comitato.
Afferma che la funzione di controllo pubblico è esercitata dai rappresentanti dei Comuni che siedono nel consiglio di amministrazione di Sannio Acque. Nella sua ricostruzione, il controllo è quindi garantito proprio dai rappresentanti dei Comuni soci.
Forgione dichiara inoltre di non percepire alcuno stipendio, indennità o gettone di presenza per la presidenza. Descrive le sue funzioni come istituzionali, di vigilanza e di coordinamento, piuttosto che operative.
Sul processo decisionale, richiama l'articolo 22 dello statuto di Sannio Acque e afferma che le decisioni richiedono l'approvazione del consiglio in rappresentanza dei due terzi della popolazione dei Comuni soci.
Cosa resta da chiarire
La compatibilità giuridica dei due incarichi di Forgione non risulta risolta dal materiale fin qui acquisito. I due articoli pubblicati presentano posizioni contrapposte.
In particolare, il testo integrale del citato articolo 22 dello statuto di Sannio Acque non è stato acquisito in modo indipendente. Anche il provvedimento regionale che avrebbe affidato a Sannio Acque la gestione del servizio idrico integrato non è stato verificato in modo indipendente da una pubblicazione ufficiale.
Altre affermazioni emerse intorno al caso, compresi i riferimenti a rilievi della Corte dei Conti e a una presunta segnalazione al Ministero dell'Interno, non sono state confermate dai documenti di base. Non è stata acquisita alcuna risposta da parte del Ministero, della Prefettura, dell'EIC o della Corte dei Conti.
Per i lettori, il punto concreto resta quindi circoscritto: il comitato ha chiesto pubblicamente l'allontanamento di Forgione citando l'articolo 63 e il modello misto pubblico-privato, mentre Forgione ha pubblicamente respinto tale interpretazione citando la rappresentanza dei Comuni nel consiglio e l'articolo 22. Nel materiale verificato non risulta alcuna determinazione giuridica o amministrativa autorevole.