La sosta a pagamento torna al centro del dibattito politico a Benevento, con il centro storico, i negozi di vicinato e un accordo di gestione di lungo periodo finiti sotto esame.
Ambner De Iapinis ha criticato pubblicamente il modello della sosta a pagamento in città, sostenendo che danneggi il centro storico e il commercio locale. La sua tesi centrale, riportata da NTR24, è riassunta nella frase del titolo: «Il centro storico soffoca, il privato incassa».
La disputa non riguarda solo le tariffe. Riguarda la durata, la portata e chi beneficia dello spazio pubblico destinato alla sosta.
Le critiche: 15 anni e milioni di incassi
De Iapinis descrive l'accordo come quindicennale e sostiene che un impegno di questa durata potrebbe limitare le scelte delle future amministrazioni.
Ha inoltre stimato che gli incassi della sosta potrebbero raggiungere i 2-3 milioni di euro all'anno. Questa cifra va trattata con prudenza: nel materiale raccolto per questo articolo è presentata come una stima senza bilanci certificati a supporto. L'esatta ripartizione degli incassi tra Comune e gestore non è stabilita nelle fonti disponibili.
L'argomentazione più ampia dell'opposizione è che il nuovo modello della sosta potrebbe rendere più difficile l'accesso al centro storico per residenti, lavoratori, clienti e visitatori, con ricadute sull'attività commerciale. Questi effetti economici restano, nelle fonti esaminate, affermazioni e proiezioni, non esiti misurati.
Cosa dice il Comune: accordo con TMP, Porta Rufina e Pomerio
Il Comune di Benevento presenta una versione diversa. Dice di aver firmato una convenzione con TMP per la gestione e il rilancio del sistema cittadino dei parcheggi e della mobilità urbana.
Secondo il comunicato comunale, il progetto comprende:
- la riapertura di Porta Rufina,
- la riqualificazione del parcheggio del Pomerio,
- nuovi sistemi di pagamento digitale,
- e la gestione degli stalli blu a pagamento.
Nella lettura di Palazzo Mosti, si tratta di una riorganizzazione e di un rilancio della sosta e della mobilità, non semplicemente di un'estensione della sosta a pagamento. Il materiale comunale raccolto, da solo, non risolve le questioni controverse sulla durata del contratto, sulla divisione degli incassi o sull'elenco completo delle strade interessate.
L'altro numero: Civico22 e i 350 stalli
Un secondo filone di critiche arriva da Civico22, riportato da BeneventoNews24. Il gruppo sostiene che siano stati introdotti oltre 350 nuovi stalli a pagamento, concentrati in gran parte dentro o attorno al centro storico, in sostituzione di spazi prima disponibili per la sosta gratuita.
Civico22 collega questi stalli a un potenziale costo annuo di circa 300.000 euro. Il calcolo è esplicitamente basato su proprie ipotesi — 350 stalli, due ore al giorno e una tariffa media di 1,15 euro l'ora — non su dati di incasso certificati in modo indipendente.
Il numero preciso, la collocazione e la categoria tariffaria di tutti i nuovi stalli a pagamento andranno comunque verificati nelle ordinanze comunali su traffico e sosta.
Come leggere le cifre a confronto
I lettori si trovano di fronte a due numeri molto diversi, che misurano cose diverse.
La cifra da 2-3 milioni di euro attribuita a De Iapinis è una stima ampia degli incassi annuali dell'intero sistema della sosta, ma non è sostenuta da bilanci certificati nella cronaca raccolta. La cifra da 300.000 euro avanzata da Civico22 è più circoscritta: una stima illustrativa del potenziale costo legato ai nuovi stalli introdotti, sulla base di specifiche ipotesi di utilizzo giornaliero.
Nessuna delle due cifre stabilisce in modo indipendente quanti soldi vadano al Comune e quanti al gestore. Questa divisione dipende da termini contrattuali che non risultano confermati nelle fonti disponibili per questo articolo.
Un secondo punto aperto riguarda la durata quindicennale citata dai critici. Il materiale raccolto non verifica in modo indipendente se tale periodo si applichi all'intera concessione o solo a una specifica componente contrattuale.
Perché il centro storico conta in questa vicenda
L'attenzione al centro storico è deliberata. Le voci dell'opposizione sostengono che la politica della sosta incida direttamente sul fatto che le persone vivano, lavorino e facciano acquisti nella parte più antica di Benevento.
Se l'accesso diventa più costoso o meno comodo, dicono i critici, i residenti affrontano un costo aggiuntivo quotidiano, i lavoratori che raggiungono il centro in auto subiscono la stessa pressione e i negozi rischiano meno visite occasionali. Chi sostiene un sistema di sosta regolamentata risponderebbe normalmente che rotazione, controlli e reinvestimenti possono aiutare le strade storiche, ma il comunicato comunale raccolto si concentra su infrastrutture e modernizzazione dei pagamenti piuttosto che fornire risultati misurati su commercio o traffico.
Per ora, l'impatto su attività commerciali e residenti va inteso come una proiezione controversa, non come un esito dimostrato.
Cosa tenere d'occhio
Tre documenti chiarirebbero gran parte della disputa: la convenzione completa con TMP, gli atti comunali che definiscono numero e collocazione degli stalli a pagamento ed eventuali report ufficiali su tariffe e incassi.
Finché non saranno pubblicati e confrontati, il dibattito sulla sosta a Benevento resta dove lo lasciano le cronache di questa settimana: una dura sfida politica su accesso e soldi, un piano comunale di rilancio incentrato su Porta Rufina, Pomerio e pagamenti digitali, e due stime degli incassi che illustrano la portata delle preoccupazioni senza chiudere i conti.