Gli operai delle Fonderie Pisano a Fratte, a Salerno, hanno protestato contro la gestione da parte della Regione Campania dei permessi ambientali della fonderia, chiedendo un chiarimento urgente sui piani dell'azienda e sulla tutela dei posti di lavoro.

Al centro della vertenza c'è una decisione regionale di sospendere il riesame dell'autorizzazione integrata ambientale dello stabilimento mentre un progetto per un nuovo impianto a Fratte segue le procedure di valutazione di impatto ambientale e di valutazione di incidenza. Gli operai si sono opposti a quella sospensione e hanno legato la difesa del lavoro ad altre due richieste: che l'azienda investa sul futuro dello stabilimento e tuteli la salute pubblica.

120 posti di lavoro in bilico

Un gruppo in rappresentanza di 120 lavoratori si è mobilitato per il proprio futuro occupazionale, protestando fuori dalla sede in cui si discuteva il destino della fonderia. La cifra di 120 posti di lavoro è stata riportata nelle cronache relative alla fase di febbraio della vertenza; altre ricostruzioni descrivono la forza lavoro più in generale come oltre cento addetti. Il totale esatto varia a seconda delle fonti e del momento.

Secondo l'azienda, la riduzione dell'orario di lavoro era la misura disponibile individuata per ridurre le emissioni di inquinanti in atmosfera. La ricerca non stabilisce in modo indipendente i livelli di emissione misurati dell'impianto né gli specifici motivi tecnici della mancata conformità.

Stabilimento chiuso dopo il verdetto del giudice amministrativo

Lo stabilimento di Fratte è rimasto chiuso dopo che il Consiglio di Stato ha respinto la richiesta urgente dell'azienda di sospendere lo stop regionale seguito al diniego dell'autorizzazione integrata ambientale. Quella pronuncia cautelare ha mantenuto la chiusura mentre il più ampio percorso legale e amministrativo proseguiva.

Un tavolo di crisi al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione dell'azienda e dei sindacati, è stato convocato per affrontare le ricadute occupazionali e industriali.

Lavoro contro salute nella Valle dell'Irno

La vertenza sulla chiusura è ampiamente descritta come un conflitto tra occupazione e preoccupazioni sanitarie dei residenti della Valle dell'Irno. La decisione cautelare del Consiglio di Stato è stata descritta come una conferma della chiusura e un riconoscimento delle preoccupazioni sollevate dai residenti locali sugli effetti dell'impianto.

Gli operai hanno cercato di evitare questa contrapposizione, sostenendo che occupazione, investimenti e tutela della salute dovrebbero essere affrontati insieme, invece di essere trattati come esiti in competizione.

Cosa è accertato e cosa resta poco chiaro

Cosa stabilisce la copertura verificata:

  • Gli operai hanno chiesto chiarezza sui piani dell'azienda e sulle garanzie occupazionali.
  • La Regione ha sospeso il riesame dell'autorizzazione in attesa della valutazione del nuovo progetto di Fratte.
  • L'azienda ha indicato la riduzione dell'orario di lavoro come misura di breve periodo sulle emissioni.
  • La fonderia è rimasta chiusa dopo aver perso il ricorso urgente davanti al Consiglio di Stato.
  • Le autorità nazionali hanno aperto una discussione al tavolo di crisi con sindacati e azienda.

Cosa le fonti disponibili non stabiliscono:

  • La scadenza esatta evocata dal «countdown» nel reportage originario di Salerno; l'estratto fornito non indica una data di pubblicazione né una data certa per il successivo passaggio amministrativo.
  • L'esito finale di un'eventuale successiva udienza di merito davanti al Consiglio di Stato.
  • Dati tecnici indipendenti sulle emissioni o le precise carenze autorizzative contestate dagli enti di controllo.

Per chi segue il caso, le questioni pratiche sono se il nuovo progetto di Fratte avanzerà nell'iter di valutazione ambientale, quali tutele occupazionali transitorie emergeranno dal percorso di crisi ministeriale, e se un rinnovato percorso autorizzativo potrà conciliare la prosecuzione dell'attività della fonderia con le richieste di salute dei residenti.