Circa 800 studenti dell'istituto Mattei di Caserta, accompagnati dai docenti, hanno sfilato in corteo per la città fino alla Prefettura per protestare contro la chiusura della storica sede scolastica di via Settembrini e chiedere il ritorno a una sede unica.

La manifestazione si è svolta l'8 ottobre. Il percorso è partito dalla zona dell'ex Macrico ed è proseguito attraverso il centro di Caserta fino alla Prefettura, dove la comunità scolastica ha chiesto impegni istituzionali su tempi, finanziamenti e ricostruzione.

I manifestanti hanno portato il messaggio «La scuola è un diritto», presentando la chiusura non solo come un problema di edificio, ma come una questione di accesso alla vita scolastica quotidiana.

Perché studenti e docenti hanno protestato

Secondo quanto riportato sul corteo, la preoccupazione centrale è la divisione dell'istituto in tre sedi dopo la chiusura di via Settembrini.

La comunità scolastica segnala trasporti inefficienti tra le sedi, trasferimento incompleto dei laboratori e palestre insufficienti. I manifestanti hanno chiesto una soluzione che consenta all'istituto di tornare in un'unica sede e hanno richiesto un tavolo istituzionale di confronto per seguire la situazione.

Le tre sedi attuali indicate nelle cronache sono via Amendola a Puccianiello, via Petrarca a Centurano e viale Melvin Jones nell'area ex Saint Gobain.

L'impatto quotidiano tra tre sedi

La suddivisione incide su lezioni, spostamenti e formazione pratica.

Tra gli effetti logistici segnalati ci sono viaggi più lunghi per studenti e personale, costi aggiuntivi per le famiglie, difficoltà nell'uso dei laboratori e problemi particolari per gli studenti dei corsi serali. Laboratori e palestre sono tra le strutture più citate dalla comunità scolastica, perché difficili da replicare in modo equivalente nelle sedi temporanee.

Per questo la richiesta di una sede unica è al centro della protesta: la questione sollevata da studenti e docenti è come didattica, attività laboratoriali e attività scolastiche possano essere organizzate nelle sedi attuali durante un eventuale periodo di ricostruzione senza perdere la continuità.

Una proposta di ricostruzione da 14,5 milioni di euro

Separatamente dal corteo, la Provincia di Caserta ha approvato un progetto da 14,5 milioni di euro per la demolizione e ricostruzione della sede di via Settembrini.

Il progetto è stato predisposto per la possibile candidatura alla seconda fase del programma regionale «Scuola Viva in cantiere». Descrive l'intervento proposto per la sede storica; di per sé non stabilisce che il finanziamento sia stato assegnato.

Questa distinzione è importante per chi segue la vicenda. Le cronache disponibili confermano la portata e la natura della proposta, ma non una decisione confermata di finanziamento, né una data di inizio o di completamento della ricostruzione.

Cosa resta da chiarire

Diversi punti non risultano accertati nelle cronache disponibili per questo articolo.

In primo luogo, non è confermata l'assegnazione di finanziamenti regionali o nazionali per il progetto da 14,5 milioni di euro. In secondo luogo, non esiste un calendario confermato per demolizione, ricostruzione o rientro in via Settembrini. In terzo luogo, le motivazioni tecniche alla base della chiusura sono descritte con portata e dettagli diversi tra le fonti e andrebbero verificate nei documenti tecnici della Provincia.

Anche l'esito finale dell'incontro in Prefettura, compresi eventuali impegni vincolanti su tempi, finanziamenti o su come gli studenti saranno ospitati nelle sedi attuali durante la ricostruzione, non è pienamente documentato nel materiale acquisito.

Per ora, la posizione documentata della comunità scolastica è chiara: studenti e docenti chiedono un percorso definito verso una scuola unica e pienamente attrezzata, con informazioni trasparenti su finanziamenti e tempi.