La Procura ha chiesto una condanna a sette anni di reclusione per l'ex sindaco di Capaccio Paestum Franco Alfieri nel processo di primo grado sui presunti appalti pilotati per l'illuminazione pubblica nel comune.
La richiesta è stata formulata dal pubblico ministero Francesco Rotondo davanti al Tribunale di Vallo della Lucania. Secondo quanto riportato dalle fonti verificate, la richiesta corrisponde a sei anni e sei mesi, aumentati fino a sette anni complessivi, oltre a una multa di 500 euro.
Per la sorella di Alfieri, Elvira Alfieri, la Procura ha chiesto l'assoluzione perché il fatto non sussiste.
Gli appalti dell'illuminazione al centro del caso
Il procedimento riguarda presunte turbative nelle procedure di affidamento dei lavori di adeguamento ed efficientamento dell'illuminazione stradale e comunale a Capaccio Paestum.
L'inchiesta iniziale si è concentrata su procedure negoziate per tali lavori pubblici, con affidamenti alla società Dervit secondo la ricostruzione dell'accusa. Secondo la Procura, le procedure di affidamento sarebbero state alterate attraverso collusioni e altri mezzi fraudolenti.
Le accuse riportate nel processo comprendono turbata libertà degli incanti, corruzione per atto contrario ai doveri d'ufficio e, per Alfieri, falso ideologico.
Chi è sotto processo
Gli imputati nel procedimento, a vario titolo, sono Franco Alfieri ed Elvira Alfieri, insieme a Vittorio De Rosa, Alfonso D'Auria, Andrea Campanile e Carmine Greco.
Secondo quanto riportato, la sentenza di primo grado era attesa per il 19 novembre 2026.
Dal Comune e dalla Provincia all'aula di tribunale
Alfieri era sindaco di Capaccio-Paestum e presidente della Provincia di Salerno quando fu arrestato nell'ottobre 2024. Un atto parlamentare registra il suo arresto il 3 ottobre 2024, la sospensione dalle funzioni e l'annuncio, nel febbraio 2025, delle dimissioni da entrambe le cariche.
Le richieste della Procura non costituiscono una sentenza. Le fonti acquisite non riportano l'esito finale del processo. Le ricostruzioni delle condotte contestate riportate finora provengono dall'accusa e dalla copertura giornalistica del procedimento, mentre le difese hanno negato o contestato gli addebiti.