Sono stati apposti i sigilli al Sedil Dominova di Sorrento, edificio storico attribuito al XIV secolo e indicato come proprietà del Comune di Sorrento.
Secondo Il Mattino, il Tribunale del Riesame di Napoli ha disposto la misura dopo un'indagine sull'utilizzo dell'immobile da parte della Società Operaia di Mutuo Soccorso. Anche la Repubblica riferisce di un sequestro preventivo del Sedil Dominova nell'ambito di un'inchiesta condotta dalla Procura di Torre Annunziata.
La decisione è arrivata dopo l'appello dei magistrati di Torre Annunziata contro un precedente rigetto della richiesta di sequestro preventivo da parte del giudice per le indagini preliminari. Alla base del caso, secondo quanto riportato, vi sarebbe la perdurante disponibilità dell'edificio di proprietà comunale a favore dell'associazione privata dopo la presunta scadenza di un contratto di comodato.
Secondo la ricostruzione riportata da Il Mattino, il contratto di comodato per l'immobile era scaduto nel 2021.
Un sedile storico superstite
Il Sedil Dominova è descritto come l'unico antico sedile storico superstite della Campania.
La sua storia più recente è legata alla Società Operaia di Mutuo Soccorso, fondata a Sorrento nel 1877, e al successivo passaggio dell'edificio all'amministrazione cittadina.
L'edificio conserva elementi storici e artistici, tra cui affreschi attribuiti a Carlo Amalfi e una cupola cinquecentesca.
Un restauro da 450.000 euro programmato
Nel 2018, la Giunta municipale di Sorrento ha approvato un progetto esecutivo di restauro e consolidamento strutturale del Sedil Dominova, con una spesa prevista di 450.000 euro.
Le fonti disponibili non chiariscono se quel progetto del 2018 sia stato completato integralmente, né descrivono lo stato attuale di conservazione dell'edificio dopo il sequestro.
Cosa resta da chiarire
L'esito del procedimento penale non risulta documentato nelle fonti acquisite, e non è stata riportata alcuna decisione successiva sul sequestro.
La ricostruzione delle responsabilità amministrative e della validità dell'utilizzo dell'immobile da parte dell'associazione proviene principalmente da notizie di stampa. Il testo integrale del decreto del Riesame e una presa di posizione ufficiale del Comune non figuravano tra i documenti acquisiti.
Anche i dettagli della gestione dell'edificio durante il periodo commissariale sono riportati in modo non coincidente e richiederebbero atti amministrativi primari per essere chiariti.