Il Comune di Napoli sta valutando un'uscita anticipata dalla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, nota come predissesto, la cui scadenza ordinaria è attualmente fissata al 2032.
L'amministrazione ha discusso di anticipare tale data, con ipotesi di lavoro interne tra il 2029 e il 2030. Il sindaco Gaetano Manfredi ha indicato pubblicamente il 2029 come obiettivo per l'uscita anticipata.
L'obiettivo è chiaro: lasciare la procedura in anticipo darebbe alla città maggiori margini per la spesa libera e gli investimenti. Con i vincoli attuali, gran parte delle entrate recuperate grazie al miglioramento della riscossione non può essere destinata automaticamente alla spesa libera.
Perché le entrate della riscossione restano vincolate
Un elemento centrale della strategia del Comune è Napoli Obiettivo Valore, la società che gestisce la riscossione tributaria ed extratributaria.
Secondo quanto riportato da Il Mattino, la società ha lavorato oltre 1,96 milioni di pratiche tributarie ed extratributarie, per un valore complessivo superiore a 1,74 miliardi di euro, con oltre 350 milioni di euro di incassi nei primi tre anni di attività.
Queste entrate non si traducono direttamente in risorse disponibili per nuova spesa. La rata annuale destinata alla copertura di debito e disavanzo è indicata in 170 milioni di euro. Gli incassi eccedenti tale importo annuale restano vincolati al Fondo crediti di dubbia esigibilità e non sono automaticamente disponibili per la spesa libera.
È questo il meccanismo che l'amministrazione vuole modificare. Secondo il Comune, una chiusura anticipata del predissesto amplierebbe la possibilità di utilizzare le risorse recuperate per gli investimenti.
Il quadro del Patto per Napoli
Il percorso di risanamento è legato al Patto per Napoli, firmato il 29 marzo 2022. L'accordo prevede circa 1,23 miliardi di euro di contributi statali a fondo perduto, erogati in tranche annuali fino al 2042.
Uno studio comunale sul Patto, presentato dal Comune di Napoli, indica inoltre circa 35 milioni di euro all'anno di entrate aggiuntive attese dal miglioramento della riscossione, dall'addizionale IRPEF e dall'addizionale aeroportuale.
Le cifre sulla riscossione riportate nei diversi documenti si riferiscono a periodi differenti. Lo studio comunale citava 166 milioni di euro collegati a Napoli Obiettivo Valore, con 90 milioni di euro già incassati e 76 milioni di euro rateizzati. Fanpage ha riportato 275 milioni di euro dopo circa due anni e mezzo. Il Mattino ha successivamente riportato oltre 350 milioni di euro in tre anni.
Le differenze riflettono i periodi di riferimento, non necessariamente totali in contrasto tra loro.
Cosa cambierebbe secondo l'amministrazione
Manfredi ha collegato l'uscita anticipata alla possibilità di finanziare maggiori investimenti, assunzioni e una progressiva riduzione dell'addizionale IRPEF comunale.
Fanpage ha riferito una riduzione del disavanzo di circa 800 milioni di euro e un calo del debito da oltre 2,2 miliardi di euro nel 2021 a circa 1,58 miliardi di euro nel 2024.
La data del 2029 o del 2030 resta un obiettivo politico-amministrativo, non una decisione definitiva nella documentazione esaminata. Le fonti non precisano quale atto della Corte dei Conti o del Governo sarebbe necessario per abbreviare il periodo di rientro.
Inoltre non è dimostrato che l'intero importo di oltre 350 milioni di euro diventerebbe immediatamente spendibile in caso di uscita anticipata dalla procedura. I vincoli sugli incassi eccedenti e il lungo calendario dei trasferimenti statali fino al 2042 continuerebbero a determinare cosa può essere effettivamente speso, e quando.