La Cisl Funzione Pubblica di Napoli ha proclamato lo stato di agitazione per il personale sanitario impiegato nei pronto soccorso dell'area metropolitana di Napoli, denunciando la mancata attuazione dell'accordo regionale sulle indennità firmato l'8 luglio.
Secondo quanto riportato da Il Mattino Napoli, la vertenza riguarda la mancata applicazione delle indennità previste per il personale del comparto da quell'accordo. Il sindacato sostiene che i lavoratori attendano da circa tre mesi il pagamento delle somme dovute in base all'accordo e al contratto vigente.
Chi è coinvolto
La comunicazione sindacale è stata inviata alle direzioni delle tre Asl metropolitane, agli ospedali Cardarelli, Santobono-Pausilipon e Ospedali dei Colli, e alle aziende ospedaliere universitarie Federico II e Vanvitelli.
La Cisl ha annunciato assemblee nei luoghi di lavoro e ulteriori iniziative di mobilitazione se non verranno convocati tavoli aziendali.
L'accordo regionale dell'8 luglio
L'accordo regionale al centro della vertenza riguarda il personale del comparto che lavora nei pronto soccorso, nelle unità di Osservazione Breve Intensiva (OBI) e nei servizi di emergenza del 118.
I termini riportati comprendono:
- risorse di circa 17 milioni di euro per il 2025 e quasi 20 milioni di euro per il 2026, con una parte delle somme corrisposta in via retroattiva;
- indennità mensili fino a 350 euro per il personale infermieristico e ostetrico;
- 240 euro per il personale tecnico e sociosanitario dell'Area degli Operatori;
- 140 euro per il restante personale interessato avente diritto.
Queste cifre sono riportate dalla stampa locale che ha raccontato l'accordo. Il testo integrale dell'accordo dell'8 luglio e il relativo atto amministrativo regionale non erano disponibili nelle fonti consultate.
La pressione nei pronto soccorso
Un precedente resoconto separato relativo all'ospedale Cardarelli aiuta a comprendere il contesto di lavoro denunciato dai sindacati. Al Cardarelli, Cisl FP e Nursind hanno prorogato lo stato di agitazione segnalando sovraffollamento, carenza cronica di personale, ricorso ordinario alla reperibilità e permanenze in OBI di tre-quattro giorni.
Le fonti non stabiliscono che la situazione del Cardarelli e l'attuale vertenza di area metropolitana facciano parte di un unico procedimento formale.
Cosa resta da chiarire
Dalle fonti consultate non è ancora chiaro quali aziende sanitarie abbiano già applicato le indennità, in tutto o in parte, né quali arretrati siano stati effettivamente pagati. Anche i tempi precisi di attuazione e l'esito di eventuali trattative a livello aziendale non risultano riportati.