A Napoli è stato segnalato un raggiro in cui i malviventi sfruttano le notizie sulle carte d'identità elettroniche manomesse per spaventare le vittime — soprattutto persone anziane — e si fingono carabinieri.

Secondo Il Mattino, il copione riferito è questo: alle vittime viene detto che i loro dati personali sarebbero stati usati per commettere reati e viene chiesto di pagare del denaro per dimostrare la propria innocenza. Il Comando provinciale dei carabinieri di Napoli sta ora svolgendo controlli collegati a queste segnalazioni.

I controlli segnalati

Il Mattino riferisce che tre persone si sono presentate con carte d'identità elettroniche, note in Italia come CIE, recanti la caratteristica incisione usata per rimuovere il microchip presso la stazione dei carabinieri di San Giuseppe, a Napoli.

Un controllo separato è segnalato al Rione Traiano: un uomo di 49 anni di Volla sarebbe stato fermato in via Orazio Coclite mentre era in possesso di una CIE manomessa.

Le fonti disponibili non stabiliscono quante persone siano state prese di mira dalla truffa legata alle CIE, in quanti casi vi siano stati pagamenti, né i Comuni da cui proverrebbero le carte presuntamente rubate o manomesse. Gli episodi segnalati presso la stazione di San Giuseppe non trovano conferma indipendente nelle fonti disponibili, e l'articolo non fornisce una data precisa per ciascun episodio né identifica tutti gli indagati coinvolti nel raggiro più ampio.

Come funziona il copione segnalato

L'elemento costante nelle segnalazioni è l'impersonificazione: chi chiama si presenta come carabiniere e fa leva sulla paura del furto d'identità.

Si tratta di uno schema documentato in modo più ampio. I Carabinieri descrivono truffe in cui falsi appartenenti alle forze dell'ordine sostengono che un parente sia stato arrestato, ferito o sia in pericolo e chiedono denaro. Il Mattino aveva già raccontato un'operazione basata a Napoli in cui presunti falsi avvocati e carabinieri avevano contattato un'anziana per un presunto incidente stradale chiedendo denaro.

Il punto centrale delle indicazioni ufficiali è diretto: i Carabinieri affermano che gli appartenenti alle forze dell'ordine non chiedono denaro per assistere i cittadini.

Cosa fare con una carta danneggiata

Il Comando provinciale dei carabinieri di Napoli raccomanda di non utilizzare né manomettere una CIE danneggiata e di rivolgersi all'ufficio comunale che l'ha rilasciata.

Questa indicazione corrisponde alla normale procedura descritta dai Carabinieri: la carta d'identità elettronica è rilasciata tramite il Comune di residenza, e un duplicato dopo smarrimento o furto richiede una denuncia presso una stazione dei carabinieri o un altro ufficio di polizia.

In pratica, questo offre ai lettori due punti di riferimento chiari, fondati sulle indicazioni ufficiali. Una carta danneggiata è una questione da affrontare con l'ufficio comunale che l'ha emessa, non qualcosa da riparare, alterare o continuare a usare. Una carta smarrita o rubata richiede una denuncia formale prima che possa essere rilasciato un duplicato.

Cosa fare in caso di chiamata sospetta

Il Comando provinciale dei carabinieri di Napoli raccomanda di rifiutare richieste di denaro o gioielli e di chiamare la più vicina stazione dei carabinieri o il 112 quando si ricevono contatti sospetti.

Questa indicazione è coerente con lo schema documentato della truffa: gli impostori chiedono denaro rivendicando un ruolo ufficiale. Una richiesta di denaro in quel contesto è di per sé il segnale d'allarme, perché l'assistenza ufficiale non funziona in quel modo.

I familiari possono aiutare rendendo concreta la procedura in anticipo: concordare che qualsiasi chiamata inattesa su dati d'identità, reati o pagamenti vada interrotta, seguita da una chiamata diretta alla più vicina stazione dei carabinieri o al 112, e che una CIE danneggiata vada portata all'ufficio comunale che l'ha rilasciata.