Il presidente di Confindustria Emanuele Orsini ha detto all'assemblea dell'Unione Industriali di Napoli che il Mezzogiorno sta andando attualmente meglio del resto d'Italia, mettendo il Sud al centro del suo intervento a Napoli.

Secondo quanto riportato da Il Mattino, ANSA e Il Denaro, che hanno raccontato l'assemblea, Orsini ha detto che l'Italia deve procedere con tutti i suoi territori alla stessa velocità, definendo il Sud fondamentale per il Paese.

Le cifre della ZES al centro del discorso

A sostegno della sua valutazione, Orsini ha citato i risultati attribuiti alla ZES unica, la Zona Economica Speciale unica per il Sud.

Le cifre riportate sono oltre 1.400 domande, più di 9 miliardi di euro di nuovi investimenti e 25.000 posti di lavoro. Le fonti presentano questi numeri come dati citati da Orsini e non documentano in modo indipendente la metodologia alla loro base.

Il Denaro ha inoltre riportato che Orsini ha segnalato procedure più rapide, con autorizzazioni ZES ottenibili entro 30 giorni.

Le fonti non forniscono gli indicatori economici comparativi né il periodo di riferimento alla base dell'affermazione secondo cui il Mezzogiorno starebbe andando meglio del resto d'Italia.

Misure di lungo periodo, non interventi temporanei

Un secondo tema dell'intervento di Orsini è stato il tipo di politiche di cui il Sud ha bisogno.

Ha sostenuto che il Mezzogiorno ha bisogno di misure di lungo periodo piuttosto che di interventi temporanei e si è detto contrario alle misure di breve termine. ANSA ha riportato la sua richiesta di azioni strutturali, mentre Il Denaro ha collegato questa posizione alla richiesta di meno burocrazia e di regole più stabili per gli investimenti.

Orsini ha indicato la riduzione della burocrazia come una priorità e ha chiesto di estendere il modello della ZES unica a tutto il Paese.

Le proposte di ottobre includeranno il Sud

Secondo quanto riportato, Confindustria stava preparando un pacchetto di dieci proposte atteso a ottobre.

ANSA ha riportato che uno o due capitoli di quelle proposte sarebbero stati dedicati al Mezzogiorno. Le fonti non stabiliscono se tali proposte siano state poi pubblicate o attuate.

Per i lettori di Napoli, quel pacchetto di ottobre è il prossimo passaggio da seguire: mostrerebbe quali richieste emerse nell'assemblea napoletana — incentivi di lungo periodo, semplificazione amministrativa e futuro del quadro della ZES — Confindustria ha portato formalmente nella sua piattaforma nazionale.

Energia e competitività europea

Il dibattito a Napoli ha toccato anche i costi dell'energia, la competitività industriale europea e la necessità di accelerare la diffusione delle energie rinnovabili.

I resoconti non vanno oltre l'indicazione di questi temi come parte del confronto. Non risulta documentato alcun piano energetico dettagliato né alcuna misura specifica per Napoli nella ricerca disponibile.

In termini pratici, ciò significa che l'assemblea di Napoli ha lasciato aperte due questioni da seguire per le imprese: se le cifre sugli investimenti ZES citate da Orsini si tradurranno in progetti completati e posti di lavoro, e quali misure concrete per il Mezzogiorno compariranno nelle proposte di ottobre di Confindustria.