I lavori d'emergenza al Molo Angioino, la banchina delle navi da crociera davanti alla Stazione Marittima di Napoli, hanno spinto l'Autorità portuale a chiedere al Ministero dei Trasporti fondi straordinari per l'adeguamento e il consolidamento a lungo termine dell'infrastruttura della banchina.
Secondo quanto riportato da Il Mattino Economia, i sommozzatori hanno individuato tre cavità sottomarine sotto i cassoni cellulari che sostengono le banchine delle navi da crociera. Una cavità si sarebbe estesa per oltre due metri sotto il piano di fondazione, creando un rischio strutturale che ha richiesto un lavoro subacqueo continuo.
Il meccanismo descritto è collegato alla forza idrodinamica prodotta dalle eliche trasversali di prua e di poppa delle moderne navi da crociera durante l'ormeggio e la partenza. Il materiale disponibile non stabilisce se le cavità siano derivate esclusivamente dal lavaggio delle eliche o da una combinazione di erosione, invecchiamento delle strutture e condizioni del fondale marino.
Il Molo Angioino è rimasto operativo dopo l'intervento d'emergenza. L'articolo presenta quell'intervento come una stabilizzazione, mentre sostiene che resta comunque necessario un investimento strutturale di lungo periodo per adeguare l'infrastruttura a navi sempre più grandi.
L'importo richiesto al Ministero e l'eventuale data di assegnazione confermata non sono indicati nella cronaca.
Un programma più ampio per la sicurezza del porto
I lavori alla banchina del Molo Angioino sono distinti da un più ampio investimento per la sicurezza del porto di Napoli incentrato sulla diga foranea Duca d'Aosta.
Quel programma più ampio, del valore di 150 milioni di euro, comprende la riqualificazione, la riparazione e il consolidamento delle strutture marittime. È progettato per proteggere l'accesso delle navi e migliorare la sicurezza delle manovre attraverso lavori di ricostruzione, prolungamento e consolidamento.
La distinzione è importante per chi segue la spesa portuale: il programma della diga foranea riguarda la protezione complessiva del porto e la sicurezza della navigazione, non le specifiche cavità trovate sotto i cassoni del Molo Angioino.
Shore power sulla stessa banchina
Un ulteriore elemento di contesto arriva dall'infrastruttura di shore power prevista per il Molo Angioino.
Napoli sta sviluppando lo shore power per un massimo di tre navi da crociera contemporaneamente alla banchina, con una capacità prevista di 45 megawatt. Il progetto risulta finanziato in parte attraverso 40 milioni di euro di fondi PNRR condivisi con Salerno.
L'obiettivo è consentire alle navi da crociera in sosta di spegnere i motori ausiliari e ridurre le emissioni durante la permanenza in porto. Di per sé non risolve il problema strutturale di sicurezza descritto nella cronaca principale, ma mostra perché il Molo Angioino sia un punto centrale sia per gli adeguamenti operativi sia per l'adattamento strutturale.
Cosa resta da chiarire
Diversi punti restano aperti nella cronaca disponibile:
- Quanti fondi straordinari sono stati richiesti per il Molo Angioino e quando il Ministero potrebbe decidere.
- La valutazione ingegneristica completa della restante banchina e un cronoprogramma definitivo per il consolidamento permanente.
- Il preciso contributo delle forze delle eliche trasversali rispetto ad altri possibili fattori come erosione, età delle strutture e condizioni del fondale.
Per gli utenti del porto e i passeggeri delle crociere, la posizione confermata dalla cronaca è limitata: la banchina è rimasta operativa dopo i lavori d'emergenza, mentre il consolidamento a lungo termine è ancora presentato come necessario. I lavori futuri e le decisioni sui finanziamenti non sono stati descritti in modo abbastanza dettagliato da illustrarne i possibili effetti operativi.