Le famiglie campane vanno incontro all'autunno e all'inverno con costi energetici previsti in forte aumento. Secondo quanto riportato da Il Mattino Economia, i contratti indicizzati del mercato libero di luce e gas sono attesi in crescita di oltre il 30% su base annua nel periodo settembre-dicembre.

Si tratta di proiezioni, non di bollette già emesse. Riguardano in particolare i contratti indicizzati del mercato libero, i cui prezzi seguono i prezzi di riferimento all'ingrosso, e dipenderanno dall'andamento effettivo dei mercati all'ingrosso e dalle condizioni dei singoli contratti.

Quanto aumentano le bollette nelle province campane?

Il Mattino riporta le seguenti stime di aumento su base annua per le province campane nel periodo settembre-dicembre:

  • Avellino: +38,3%
  • Benevento: +35,9%
  • Salerno: +35,8%
  • Napoli: +35,8%
  • Caserta: +34,7%

Avellino registra l'aumento previsto più alto nella tabella regionale, mentre Caserta quello più basso, anche se tutte e cinque le province restano sopra la soglia del 30% indicata nella previsione.

Cosa spiega la previsione?

Alla base della previsione ci sono prezzi di riferimento all'ingrosso molto più alti rispetto a un anno prima: +65% per il PUN, il prezzo di riferimento dell'elettricità, e +113% per il PSV, il prezzo di riferimento del gas.

Questi due indicatori sono rilevanti perché i contratti domestici indicizzati trasferiscono ai clienti le variazioni dei prezzi all'ingrosso. Le bollette della luce sono quindi attese in forte aumento, ma il gas rappresenta la quota maggiore del rincaro autunno-inverno perché la domanda per il riscaldamento si concentra in quei mesi e il movimento previsto del PSV è più marcato.

Un'analisi di Facile.it riportata da Sky TG24 traduce lo scenario all'ingrosso in spesa per una famiglia tipo con contratto indicizzato: 273 euro per la luce tra settembre e dicembre, in aumento del 27%, e 709 euro per il gas, in aumento del 43%, per un totale di 982 euro. Sarebbero circa 270 euro in più rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.

Come si confronta con la spesa media in Campania?

Un separato osservatorio di Facile.it sulla Campania del maggio 2026 fornisce un utile contesto di partenza. Sulla base di quotazioni reali e profili di consumo rappresentativi, riporta una spesa media annua di circa 946 euro per la luce e di circa 670 euro per il gas.

Lo stesso osservatorio indica un consumo medio in Campania di 1.794 kWh di energia elettrica e 590 Smc di gas, precisando che i risultati variano in base al profilo di consumo e alle condizioni dei fornitori.

Questi dati non vanno confrontati direttamente con le previsioni per settembre-dicembre. Periodi, ipotesi e definizioni del campione sono diversi: da una parte una fotografia della media annua a maggio, dall'altra una proiezione stagionale per i contratti indicizzati.

Cosa devono tenere presente le famiglie

Primo, il tipo di contratto conta. Gli aumenti previsti riguardano i contratti indicizzati del mercato libero. Contratti a prezzo fisso, formule di prezzo diverse, regimi regolati e diverse condizioni dei fornitori possono dare esiti differenti.

Secondo, la previsione è condizionata. Presuppone che i prezzi all'ingrosso stimati siano confermati. Se PUN e PSV seguiranno un andamento diverso da quello ipotizzato, anche la spesa delle famiglie sarà diversa.

Terzo, stime diverse usano metodi diversi. Sky TG24 riporta anche che Nomisma Energia ha stimato un aumento annuo separato e più contenuto, del 23%, per le famiglie tipo. I dati di Facile.it e di Nomisma Energia derivano da metodologie differenti e non vanno considerati come un'unica previsione.

Infine, le fonti non stabiliscono quante famiglie campane abbiano contratti indicizzati del mercato libero. Le percentuali regionali descrivono l'impatto stimato per quel gruppo di contratti, non una media su tutte le famiglie della Campania.

Il consiglio pratico per i lettori è verificare se il proprio contratto è indicizzato o fisso, controllare le componenti legate al PUN e al PSV, confrontare i consumi di settembre-dicembre con quelli dell'anno scorso e considerare le percentuali provinciali come un segnale d'allarme per la stagione in arrivo, non come una bolletta definitiva.