Una volta affrescata e crollata della cosiddetta Casa con Panificio (IX 10, 1) di Pompei è stata parzialmente ricomposta, restaurata e collocata su un nuovo supporto espositivo modulare. Il contributo ufficiale del Parco Archeologico di Pompei segue il lavoro dal recupero nell’ambiente 14, il tablino, fino alla presentazione come ricostruzione aperta e aggiornabile.

I frammenti provengono da una volta affrescata caduta nell’ambiente 14. Durante lo scavo, i restauratori hanno iniziato a unire i pezzi individuando gli attacchi tra le porzioni conservate, così la prima fase di ricomposizione è avvenuta insieme al lavoro archeologico.

Cosa è stato ricostruito

La porzione ricomposta rappresenta poco più di un quarto della composizione originaria. La sua curvatura è stata definita progressivamente durante la ricomposizione, invece di essere imposta in anticipo su un pannello piano, così da permettere al supporto di seguire i frammenti superstiti della volta.

La decorazione unisce paesaggi nilotici e motivi dionisiaci, tra cui sfingi dorate, testine di Medusa, festoni vegetali, geni alati e oggetti rituali.

La scena centrale, molto frammentaria, è stata ricostruita sulla base di confronti iconografici: Dioniso è sdraiato sul carro mentre Arianna suona l’arpa, e il carro è trainato da due centauri musici. Poiché del gruppo centrale si conserva intatto così poco, alcuni dettagli restano interpretativi.

Le scelte di restauro

Il restauro ha integrato esigenze conservative, ricostruttive, strutturali ed espositive. Secondo l’équipe di Pompei, il lavoro ha seguito criteri di gradualità, minimo intervento, riconoscibilità delle integrazioni e reversibilità.

Questo approccio prudente riflette lo stato delle testimonianze: molti frammenti pertinenti sono ancora conservati separatamente e non sono stati ancora collocati. La ricostruzione è quindi volutamente lasciata aperta, così da poter integrare altri pezzi in futuro e rivedere l’attuale disposizione man mano che le lacune saranno colmate.

Perché è importante

Il progetto mostra quante informazioni si possano recuperare da un soffitto crollato: non solo il soggetto mitologico centrale, la ierogamia di Dioniso e Arianna, ma anche il sistema decorativo che lo circonda e la forma fisica della volta. Allo stesso tempo, l’équipe dichiara esplicitamente i limiti. La configurazione complessiva non è definitiva, e future integrazioni potranno modificare la lettura della composizione.

Per i visitatori e i lettori, il risultato va inteso come una ricostruzione di lavoro piuttosto che come un soffitto compiuto: una porzione superstite consistente, stabilizzata e resa leggibile, con spazio lasciato alla prosecuzione dell’archeologia e del restauro.