Un progetto pubblico da circa 1,2 milioni di euro per il recupero e la riqualificazione dei sentieri turistico-religiosi intorno a Sant’Antonio ad Apice è finito sotto esame politico, dopo che il consigliere comunale Filippo Iebba ha chiesto all’amministrazione documenti e risposte chiare su ritardi, costi, controlli e manutenzione futura.
Iebba, che interviene dall’opposizione, dice di sostenere la valorizzazione dell’area di Sant’Antonio ma chiede trasparenza su come il progetto è stato gestito. Gli organi locali NTR24, BeneventoNews24 e Gazzetta di Benevento riportano tutti il suo intervento del 19 settembre 2026.
Il progetto è finanziato con fondi pubblici per circa 1,2 milioni di euro, indicati come fondi PNRR. Secondo Il Sannio Quotidiano, che a gennaio 2026 ha raccontato l’assegnazione dei lavori, l’intervento previsto comprende la sistemazione del percorso dalla fontana di Sant’Antonio al convento, la riqualificazione dell’area della fontana e la realizzazione di un collegamento stradale al convento con un camminamento pedonale.
Al centro delle domande di Iebba ci sono due passaggi amministrativi riportati da tutte e tre le testate di settembre: un’ordinanza sindacale urgente del 17 aprile 2026 volta a sbloccare e mettere in sicurezza il contratto, indirizzata all’impresa esecutrice, al progettista, al direttore dei lavori e al RUP; e una variante ai lavori approvata dalla Giunta comunale il 6 luglio 2026, seguita dall’approvazione di un secondo stato di avanzamento.
Ciò che il consigliere vuole sapere è semplice: perché è stata necessaria un’ordinanza urgente, che cosa è cambiato con la variante e quali sono le conseguenze per tempi e costi. Le questioni irrisolte citate nei servizi includono le cause di eventuali ritardi, il ruolo della direzione e sorveglianza del progetto, l’effetto della variante sul costo finale e sulla scadenza, quanto è stato pagato finora, qual è il cronoprogramma aggiornato per il completamento e chi si occuperà della manutenzione e della promozione dei sentieri una volta terminati.
Quest’ultimo punto va oltre le carte. Iebba sostiene che i sentieri restaurati da soli non creeranno turismo senza promozione, servizi per i visitatori, segnaletica, manutenzione regolare, collegamenti con il centro storico di Apice e il patrimonio religioso, e coinvolgimento delle attività locali.
Ciò che nelle fonti pubblicate non è ancora accertato è l’attuale percentuale di avanzamento, l’importo pagato e quello residuo, un eventuale costo totale aggiornato o una data di completamento confermata. I servizi descrivono le domande di Iebba e riportano ordinanza, variante e stato di avanzamento, ma non pubblicano i documenti sottostanti né una risposta formale dell’amministrazione di Apice. Anche l’esatta linea di finanziamento PNRR e l’impresa aggiudicataria non sono identificate nel materiale acquisito.
Per i residenti, la cronologia pratica da tenere d’occhio è questa: l’assegnazione dei lavori a gennaio, l’ordinanza di aprile per far ripartire il contratto e metterlo in sicurezza, e la variante di luglio con il secondo stato di avanzamento. Le prossime risposte verificabili dovrebbero essere il cronoprogramma aggiornato dei lavori, il quadro finanziario legato agli stati di avanzamento e un piano di manutenzione e segnaletica per il percorso dalla fontana al convento.
La questione più ampia sollevata qui è familiare per i progetti di recupero finanziati con fondi pubblici: spendere il finanziamento è solo la prima metà. Senza una data di consegna chiara, costi pubblicati e un piano per manutenzione, promozione e collegamenti con il centro storico, anche un bene religioso e paesaggistico importante rischia di riaprire senza visitatori.