Un nuovo incendio è divampato il 19 settembre 2026 nell'ex impianto di compostaggio New Vision nella zona industriale di Sassinoro, in provincia di Benevento. Il sito era già stato interessato da un incendio l'11 maggio 2026 che aveva coinvolto rifiuti o materiale stoccato.
Secondo NTR24, il rogo di settembre si è sviluppato nel tardo pomeriggio producendo una densa colonna di fumo nero visibile da lontano. Secondo quanto riportato, l'incendio ha interessato i rifiuti ancora presenti all'interno del sito e l'edificio dell'ex impianto.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del fuoco di Vitulano e San Marco dei Cavoti, supportati da un'autobotte della Provincia di Benevento. Sono intervenuti anche i Carabinieri. Saranno le indagini a dover stabilire l'origine del rogo.
Un episodio ripetuto nello stesso sito
L'incendio di settembre è il secondo rogo segnalato nell'impianto di Sassinoro in meno di cinque mesi.
Il precedente episodio, l'11 maggio 2026, aveva coinvolto materiale stoccato all'interno dell'impianto, secondo NTR24 e L'Eco del Sannio. La risposta di maggio aveva visto l'intervento dei Vigili del fuoco e di squadre specialistiche, con monitoraggio ambientale da parte dell'ARPAC o di altri enti. Un servizio video di LabTv di quella mattina riferiva dell'intervento dei Vigili del fuoco nell'impianto New Vision mentre la causa restava da stabilire e il sindaco monitorava la qualità dell'aria.
NTR24 aveva riportato che il rogo di maggio aveva interessato materiale stoccato all'interno di una struttura sottoposta a sequestro giudiziario, con controlli ambientali dell'ARPAC mentre le autorità indagavano sulla causa.
Sito sequestrato e autorizzazioni revocate
NTR24 riporta che le autorizzazioni della New Vision erano state revocate e che l'area era sottoposta a sequestro dall'estate 2025. Tale condizione di revoca e sequestro non risulta verificata in modo indipendente tramite un documento amministrativo o giudiziario ufficiale nelle fonti acquisite.
Il ripetersi degli incendi solleva due questioni irrisolte per i residenti: cosa abbia causato ciascun rogo e perché rifiuti o materiale stoccato si trovassero ancora sul posto mesi dopo il primo episodio e dopo il sequestro riportato.
Nessuna delle due domande trova risposta nelle cronache finora disponibili. La causa dell'incendio di settembre non è stata stabilita, così come non era stata stabilita, nelle fonti esaminate, la causa dell'incendio di maggio. La quantità e la composizione esatte dei rifiuti coinvolti a settembre non sono riportate e l'entità finale dei danni strutturali o ambientali resta sconosciuta.
Raccomandazioni di sicurezza per i residenti
I sindaci locali hanno invitato i residenti a evitare di avvicinarsi all'area e a seguire le indicazioni ufficiali di sicurezza.
Nelle fonti acquisite non sono state trovate misurazioni confermate della qualità dell'aria né valutazioni di salute pubblica relative all'incendio di settembre. I cittadini di Sassinoro e delle comunità vicine dovrebbero affidarsi agli aggiornamenti dei Vigili del fuoco, dei Carabinieri, dell'ARPAC e delle autorità comunali per indicazioni sull'esposizione ai fumi, sull'accesso alle strade e su eventuali precauzioni intorno alla zona industriale.
Cosa aspettarsi
La priorità immediata è spegnere l'incendio e mettere in sicurezza il sito. In seguito, l'attenzione si concentrerà probabilmente sull'indagine sull'origine del rogo e sulla storia amministrativa dell'impianto.
Per ora, i fatti accertati sono limitati ma significativi: due incendi nello stesso ex impianto di compostaggio, a maggio e a settembre 2026, entrambi con il coinvolgimento di rifiuti o materiale stoccato, con risposta d'emergenza e monitoraggio ambientale a maggio e con l'intervento di Vigili del fuoco e Carabinieri a settembre. Le cause, l'impatto ambientale e il futuro del sito sequestrato restano da chiarire da parte delle autorità.