La politica cittadina a Benevento è entrata in una fase più aspra di scontro dopo che i consiglieri di opposizione a Palazzo Mosti hanno annunciato che non prenderanno più parte alle commissioni consiliari.

La decisione, riportata da NTR24 il 30 settembre e ripresa il 2 ottobre, si estende anche alle conferenze dei capigruppo. Secondo NTR24 e Il Mattino, l'iniziativa coinvolge consiglieri di diversi gruppi di opposizione, tra cui PD, Città Aperta, Avs, Civico 22 e Civici e Riformisti.

L'opposizione presenta il boicottaggio come una protesta istituzionale. NTR24 riferisce che è legato a preoccupazioni sulla trasparenza amministrativa, sulla condotta istituzionale e sulla gestione delle questioni connesse all'inchiesta Santamaria.

Questa impostazione è contestata. L'ex amministratore comunale Ambner De Iapinis ha criticato la decisione, descrivendola come «un fatto gravissimo» e sostenendo che il passo indietro dalle commissioni equivale a un passo indietro dal ruolo di controllo dell'opposizione.

De Iapinis sostiene che le commissioni non sono riunioni politiche facoltative, ma organismi istituzionali coinvolti nell'esame degli atti consiliari e nell'esercizio del controllo. A suo avviso, restare dentro questi organismi è essenziale proprio quando i rapporti con l'amministrazione sono più tesi.

La disputa riflette un più ampio inasprimento dello scontro politico tra l'opposizione e l'amministrazione Mastella a Palazzo Mosti.

Cosa copre il boicottaggio

In base alle cronache disponibili finora, risultano confermati due elementi:

  • La partecipazione alle commissioni consiliari è stata sospesa dall'opposizione.
  • La partecipazione alle conferenze dei capigruppo è anch'essa compresa nella protesta annunciata.

Le cronache descrivono la decisione come annunciata e già in corso, con il servizio di NTR24 del 2 ottobre che presenta la reazione di De Iapinis al fatto che i consiglieri hanno smesso di partecipare.

Perché l'opposizione dice di aver agito

L'opposizione lega la propria decisione alla trasparenza e alla condotta istituzionale, inclusa la gestione delle questioni connesse all'inchiesta Santamaria.

Le fonti disponibili riportano queste motivazioni dichiarate, ma non verificano in modo indipendente le accuse alla base. Il testo integrale del documento firmato dall'opposizione non è stato acquisito nella ricerca, così come non è stata acquisita una risposta formale dell'amministrazione.

Cosa resta poco chiaro

Restano aperte diverse questioni pratiche:

  • Se il boicottaggio sia da intendere come temporaneo o a tempo indeterminato. Le fonti non chiariscono la durata prevista.
  • Quali conseguenze formali, se ce ne saranno, potrà avere l'assenza dei membri dell'opposizione sul numero legale delle commissioni o sulla validità dei futuri lavori consiliari.
  • Se seguiranno ulteriori risposte politiche da parte della maggioranza o dell'amministrazione.

Per ora, l'episodio lascia Benevento con un'opposizione che protesta da fuori due delle sedi istituzionali ordinarie del Consiglio, e con un protagonista della storia amministrativa cittadina che avverte che l'assenza indebolisce il controllo invece di rafforzarlo.