Le associazioni civiche della Valle Caudina dicono che l'incendio nella zona industriale di Airola non può essere gestito comune per comune. Dopo un incontro a Bucciano che ha riunito associazioni, rappresentanti civici, amministratori, tecnici e imprese locali, chiedono una struttura di coordinamento condivisa per l'intera valle.

La proposta centrale è una «Cabina di Regia della Città Caudina» — una cabina di regia congiunta che colleghi comuni, associazioni, scienziati, imprese e gruppi civici su tutela ambientale, bonifiche e sicurezza.

Una risposta di tutta la valle

I gruppi descrivono l'episodio come un rischio ambientale e sanitario che attraversa l'intera valle, non un'emergenza locale limitata ad Airola. La ricaduta dei fumi, sostengono, non rispetta i confini amministrativi, e lo stesso dovrebbe valere per monitoraggi, controlli e informazione pubblica.

Il loro messaggio, sintetizzato nel titolo riportato da NTR24 — «La Valle deve reagire insieme» — è la richiesta di un piano di coordinamento urgente e straordinario che coinvolga i comuni della Valle Caudina.

La struttura di coordinamento civico proposta si innesterebbe su una risposta istituzionale già esistente. Secondo la Prefettura, le autorità avevano già riunito i comuni insieme ai Vigili del fuoco, all'ASL e all'ARPAC, l'agenzia regionale per l'ambiente, con verifiche sulla qualità dell'aria in corso e misure sanitarie da mantenere in attesa di ulteriori dati.

Quel percorso istituzionale, però, non coincide con la cabina di regia ora proposta. Le fonti non stabiliscono se la Cabina di Regia proposta sia stata formalmente istituita dopo l'incontro di Bucciano.

Cosa chiedono le associazioni

La preoccupazione immediata è l'applicazione delle misure. Le associazioni chiedono un'applicazione coordinata dei divieti di pascolo e delle restrizioni sul consumo dei prodotti provenienti dalle aree interessate dalla ricaduta dei fumi.

In precedenti comunicati, quattro gruppi locali avevano avvertito che le restrizioni esistenti potrebbero restare inapplicate senza controlli territoriali efficaci. Hanno chiesto un «monitoraggio capillare e costante» per rendere concreti sul territorio i divieti di pascolo e le altre misure di sanità pubblica.

La risposta operativa che immaginano coinvolge:

  • le polizie locali
  • le forze di polizia nazionali
  • i Carabinieri Forestali
  • i servizi di vigilanza provinciali o comunali

L'obiettivo è semplice: garantire che i divieti di pascolo e i limiti sui prodotti alimentari provenienti dalle aree esposte siano verificati in modo uniforme in tutta la valle, invece di essere applicati a macchia di leopardo o restare in gran parte sulla carta.

Istituzioni e monitoraggi finora

La Prefettura ha riferito di una riunione interistituzionale con comuni, Vigili del fuoco, ASL e ARPAC. Il monitoraggio della qualità dell'aria da parte dell'ARPAC era in corso, con ulteriore raccolta di dati ancora aperta e misure sanitarie precauzionali destinate a restare in vigore fino alla disponibilità di nuovi risultati.

Questo contesto è importante per i residenti: la richiesta di un coordinamento straordinario da parte delle associazioni non sostituisce il lavoro tecnico già avviato. Viene presentata come un modo per collegarlo — comuni, agenzie sanitarie e ambientali, forze dell'ordine e società civile — in un unico quadro operativo.

Cosa si sa e cosa resta da chiarire

Cosa risulta dai documenti acquisiti:

  • A Bucciano si è svolto un incontro civico post-incendio con associazioni, amministratori, tecnici, imprese e rappresentanti civici.
  • La proposta principale è stata una Cabina di Regia condivisa per l'area caudina.
  • Le associazioni vogliono un'applicazione coordinata, estesa a tutta la valle, delle restrizioni su pascolo e consumo alimentare.
  • Il monitoraggio dell'ARPAC e il coordinamento istituzionale tramite la Prefettura erano già in corso.

Cosa resta da chiarire:

  • Se la Cabina di Regia sia stata formalmente istituita.
  • I risultati definitivi delle verifiche su aria, suolo e contaminazione della catena alimentare.
  • La causa dell'incendio ed eventuali responsabilità legali.
  • L'estensione geografica precisa e la durata delle restrizioni.

Per i residenti di Airola e della Valle Caudina circostante, in Campania, il punto pratico non cambia: rispettare le attuali restrizioni su pascolo e sicurezza alimentare, attendere gli aggiornamenti da comuni, ASL e ARPAC, e aspettarsi ulteriori riunioni di coordinamento prima che un'eventuale struttura stabile per l'intera valle venga confermata.