I lavori necessari a completare l'impianto di biometano in Contrada San Domenico, nella zona nord di Benevento, sono stati fermati da una nuova ordinanza esecutiva comunale.
Il provvedimento ordina al proprietario dell'impianto di interrompere tutte le operazioni tecniche, edili e strumentali necessarie all'ultimazione della struttura. Secondo quanto riportato da NTR24 il 18 settembre 2026, lo stop resta in vigore in attesa dei provvedimenti dell'autorità giudiziaria sulla disponibilità dell'impianto.
Cosa copre la sospensione
L'ordinanza riguarda le attività necessarie per l'ultimazione dell'impianto di biometano — in pratica, i lavori tecnici e costruttivi che dovrebbero portare l'impianto al completamento.
Si tratta di una misura più ampia di una semplice sospensione della produzione. Congela le fasi tecniche finali, anziché consentire al gestore di continuare a predisporre il sito mentre restano aperte le questioni giuridiche.
Perché il Comune è intervenuto
Il Comune di Benevento ha collegato la decisione agli accertamenti dell'Arpac, l'agenzia regionale per la protezione dell'ambiente.
Secondo la ricostruzione comunale, l'Arpac ha riscontrato significative difformità tra lo stato dell'impianto e gli atti autorizzativi. La sospensione resterà quindi in vigore finché la società non si adeguerà alle prescrizioni impartite e non ripristinerà le condizioni che avevano precedentemente consentito l'avvio delle attività.
Il Comune non ha reso pubblici nel dettaglio tutti gli scostamenti rispetto alle autorizzazioni, nei materiali acquisiti finora, e il testo integrale e la formulazione giuridica esatta della più recente ordinanza esecutiva non erano disponibili nelle fonti esaminate.
La questione giudiziaria sulla disponibilità
Un elemento centrale del nuovo provvedimento è il collegamento con i provvedimenti pendenti dell'autorità giudiziaria riguardo alla disponibilità dell'impianto.
NTR24 riferisce che lo stop è legato alle prossime decisioni della magistratura su questo punto. Le fonti non indicano quanto potranno durare tali procedimenti né quando l'impianto potrà riprendere i lavori o l'attività.
Per residenti e gestore, dunque, i tempi restano aperti: la sospensione comunale fissa le condizioni di adeguamento, mentre il percorso giudiziario definirà separatamente la questione della disponibilità.
Odori e data di riferimento del 19 settembre
La vicenda si è sviluppata sullo sfondo di gravi lamentele per i cattivi odori segnalati dai residenti della zona.
La società di gestione aveva dichiarato che le attività di svuotamento delle biomasse, presentate come misura per attenuare il problema degli odori, sarebbero state completate entro il 19 settembre 2026.
Dai materiali acquisiti non era chiaro se tali operazioni di svuotamento possano proseguire sotto la nuova ordinanza. Il provvedimento è descritto come uno stop a tutte le operazioni tecniche e alle attività necessarie al completamento dell'impianto, ma le fonti non chiariscono esplicitamente se la rimozione delle biomasse rientri o meno in tale divieto.
Cosa deve accadere prima di un'eventuale ripartenza
Nel complesso, le due fonti indicano due ostacoli prima che l'impianto di San Domenico possa andare avanti:
- L'adeguamento alle prescrizioni comunali e dell'Arpac, compresa la correzione delle difformità rispetto alle autorizzazioni e il ripristino delle condizioni richieste per l'attività.
- Il chiarimento della posizione dell'autorità giudiziaria sulla disponibilità dell'impianto.
Finché entrambi i profili non saranno risolti, i lavori di costruzione e completamento restano sospesi.
I prossimi chiarimenti utili per il quartiere saranno il testo pubblicato dell'ordinanza, la conferma se lo svuotamento per attenuare gli odori possa proseguire legittimamente e le eventuali date fissate dalle autorità per nuove ispezioni o per l'esame giudiziario.