Il progetto di accumulo idroelettrico con pompaggio tra Campolattaro e Monte Alto, in provincia di Benevento, torna al centro di una controversia amministrativa. Secondo quanto riporta NTR24, l’associazione O.R.M.E. ha chiesto formalmente al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), il 28 settembre 2026, di attivare i poteri sostitutivi per la presunta inerzia del Comitato provvisorio di gestione del Parco nazionale del Matese.
La richiesta riguarda pareri obbligatori connessi alla proroga della Valutazione di Impatto Ambientale (VIA) del progetto, che secondo O.R.M.E. non sarebbero stati rilasciati.
Cosa ha chiesto O.R.M.E.
O.R.M.E. afferma di aver invocato l’articolo 2, commi 9-bis e 9-ter, della legge 241/1990, le disposizioni che regolano l’intervento sostitutivo quando un’amministrazione non conclude un procedimento entro i termini.
Secondo la ricostruzione di O.R.M.E. riportata da NTR24:
- Il “sentito” della Regione Campania del 27 novembre 2025 ha individuato il Comitato provvisorio di gestione del Parco del Matese quale soggetto competente per la Zona Speciale di Conservazione “Pendici Meridionali del Monte Mutria”.
- O.R.M.E. ha inviato una diffida formale al Comitato il 19 agosto 2026, fissando un termine di 30 giorni.
- Tale termine, secondo il calcolo di O.R.M.E., è scaduto il 18 settembre 2026 senza il rilascio del parere richiesto.
O.R.M.E. chiede quindi al MASE di fissare un termine per il Comitato, di concludere il procedimento entro 15 giorni e di revocare il proprio Decreto n. 503/2026. NTR24 riporta la richiesta in questi termini; il decreto non è stato esaminato in modo indipendente nella documentazione disponibile, quindi il suo contenuto esatto resta non verificato.
Dalle fonti disponibili non è inoltre chiaro se il comitato del Parco abbia nel frattempo rilasciato il parere o se il Ministero abbia dato seguito alla richiesta.
Cos’è il progetto Campolattaro-Monte Alto
Il progetto è un impianto di accumulo idroelettrico con pompaggio previsto in tre comuni del Sannio: Morcone, Pontelandolfo e Campolattaro, in provincia di Benevento.
L’avviso pubblico ufficiale descrive:
- Un nuovo bacino di accumulo superiore a Monte Alto, con circa 7 milioni di metri cubi di volume utile
- Una centrale di regolazione e pompaggio situata a circa 500 metri di profondità nel sottosuolo
- Circa 570 MWe di potenza in modalità di generazione e 630 MWe in modalità di pompaggio
- Un’opera di presa sommersa all’interno dell’esistente invaso di Campolattaro
- Gallerie sotterranee di collegamento delle opere idrauliche
- Circa 7 chilometri di elettrodotto aereo nel comune di Pontelandolfo
In termini pratici, un impianto di pompaggio funziona come una grande batteria elettrica: l’acqua viene pompata verso il bacino superiore quando l’energia elettrica è abbondante, per poi essere rilasciata a valle attraverso le turbine quando la domanda è elevata. L’invaso di Campolattaro funzionerebbe come bacino inferiore del sistema, con Monte Alto come bacino superiore.
Un progetto con una lunga storia amministrativa
L’attuale iter autorizzativo non è il primo procedimento ambientale riguardante l’uso idroelettrico del bacino di Campolattaro.
Un decreto della Campania del 2014 riguardava le valutazioni di impatto ambientale e di incidenza per un “impianto idroelettrico di regolazione sul bacino di Campolattaro”, proposto all’epoca da REC S.r.l. La piena continuità tra quella proposta precedente e l’attuale schema di accumulo con pompaggio Campolattaro-Monte Alto dovrebbe essere confermata dall’intero fascicolo autorizzativo.
La controversia attuale riguarda invece una fase successiva: la proroga della VIA e i relativi pareri di tutela naturalistica per il sito Natura 2000 “Pendici Meridionali del Monte Mutria”. Le più ampie affermazioni di O.R.M.E. su presunte irregolarità procedurali e compatibilità con gli habitat sono riportate come posizione dell’associazione e non sono state confermate in modo indipendente attraverso i documenti amministrativi di base.
Cosa aspettarsi
La questione immediata è procedurale: se il MASE accoglierà la richiesta di O.R.M.E., assegnerà un termine al comitato del Parco del Matese ed eserciterà i poteri sostitutivi.
Una seconda questione riguarda il Decreto n. 503/2026, di cui O.R.M.E. chiede la revoca. Senza il testo di tale decreto, il suo effetto giuridico sulla proroga della VIA non può essere stabilito sulla base delle fonti qui disponibili.
Per i residenti di Morcone, Pontelandolfo e Campolattaro, le questioni sostanziali restano l’impronta del progetto — il bacino superiore, le opere sotterranee, la presa nell’esistente lago di Campolattaro e l’elettrodotto previsto — e il modo in cui gli obiettivi nazionali di accumulo energetico saranno conciliati con le tutele delle aree protette nell’area del Matese.