Nella valle del Fortore, in provincia di Benevento, una delle aree interne della Campania, la titolare di un ristorante ha avvertito pubblicamente che lo spopolamento rende sempre più difficile tenere in vita un'impresa. L'appello, riportato da NTR24 il 3 novembre 2026, dà voce locale a un fenomeno più ampio documentato per le aree interne del Sannio e dell'Irpinia: meno residenti, meno eventi, meno giovani imprenditori.
Il messaggio arriva da Lea Marucci, titolare del ristorante Villa Canonico di Baselice. In una lettera e in una testimonianza riportate da NTR24, Marucci ha lanciato un appello alle istituzioni sul futuro del Fortore e sulle difficoltà di chi continua a investire e a operare nell'area.
Trent'anni di inverno demografico
Secondo quanto riportato da NTR24, Marucci descrive gli ultimi trent'anni nel Fortore e nell'Alto Sannio come un lungo inverno demografico, con conseguenze su nascite, attività economiche e luoghi di aggregazione.
Un punto centrale del suo racconto è il calo dei matrimoni e delle feste familiari. NTR24 riferisce la sua stima di una diminuzione fino all'80% negli ultimi vent'anni. Il dato proviene soltanto dalla sua testimonianza e non è corroborato qui da statistiche ufficiali sui matrimoni specifiche per il Fortore, ma lei lo presenta come un meccanismo economico: meno matrimoni significa meno domanda per ristoranti, sale ricevimenti, negozi e altri fornitori locali.
La stessa testimonianza indica l'emigrazione dei giovani verso le grandi città e l'estero come una delle principali cause della perdita di popolazione e di prospettive imprenditoriali locali. Marucci attribuisce responsabilità anche a infrastrutture carenti, collegamenti stradali inadeguati e insufficiente programmazione pubblica, secondo l'articolo di NTR24.
Cosa mostrano i numeri provinciali sulle imprese
Il racconto da Baselice si inserisce in un quadro provinciale descritto nell'agosto 2026 dal Centro Studi Aree Interne di Unimpresa, anch'esso riportato da NTR24.
Nel 2025 le province di Avellino e Benevento contavano complessivamente 75.537 imprese registrate. Questo totale aggregato, da solo, non mostra come tengano le attività di prossimità nei piccoli comuni.
Il segmento artigiano mostra una contrazione più chiara. Nella provincia di Benevento le imprese artigiane sono scese da 5.628 nel 2006 a 4.490 nel 2025, con una riduzione del 20,2%. Nella provincia di Avellino la riduzione riportata per lo stesso periodo è stata del 23,3%.
Debole risulta anche il ricambio generazionale. Nel 2025 gli imprenditori sotto i 30 anni rappresentavano il 3,75% dei titolari di cariche imprenditoriali considerati nella provincia di Benevento e il 3,92% nella provincia di Avellino. I dati provinciali non consentono di isolare i singoli comuni del Fortore, ma aiutano a capire perché Marucci descriva un territorio in cui chi investe si sente isolato.
Perché le aree interne sono trattate come una questione strutturale
Le difficoltà citate a Baselice — spopolamento, collegamenti, servizi e mantenimento delle attività economiche — sono le stesse riconosciute dalla pianificazione nazionale per le aree interne.
Il Piano Strategico Nazionale delle Aree Interne individua la distanza dai servizi essenziali, il declino demografico, la mobilità, la scuola e la salute come questioni centrali per le aree interne, e prevede strumenti di sviluppo locale e rafforzamento dei servizi. In questo quadro, spopolamento e distanza dai servizi sono trattati come problemi strutturali da affrontare con interventi su scuola, salute, mobilità e sviluppo locale.
Questo non risolve il caso del Fortore, ma colloca l'allarme di una singola ristoratrice dentro una categoria riconosciuta di intervento pubblico, anziché come una lamentela isolata.
Cosa resta non verificato
Diversi punti restano aperti. Le cifre sui matrimoni e le valutazioni sulle infrastrutture provengono dalla lettera e dalla testimonianza di una singola imprenditrice, non da statistiche ufficiali specifiche per il Fortore acquisite qui. Nelle fonti non esiste una serie quantitativa dedicata alle chiusure o alla sopravvivenza delle imprese di ristorazione nei comuni del Fortore.
Allo stesso modo, la proposta citata nella discussione di collegare meglio Pietrelcina, Baselice, Foiano di Val Fortore, Foggia e Campobasso non è stata verificata in modo indipendente.
Per i lettori che seguono questa vicenda, la distinzione utile è tra ciò che è documentato e ciò che è riferito: la diminuzione provinciale delle imprese artigiane e la bassa quota di giovani imprenditori sono documentate; la portata del calo dei matrimoni nel Fortore e lo stato di specifici collegamenti stradali restano, per ora, l'esperienza riportata da una titolare d'impresa che chiede una risposta alle istituzioni.