Benevento e il territorio sannita restano ben al di sotto della media nazionale per numero di alunni con cittadinanza non italiana, mentre il Consiglio dei ministri ha approvato un nuovo decreto scuola che introduce un tetto del 30% in alcune classi prime.

In provincia di Benevento, gli alunni con cittadinanza non italiana rappresentavano il 3,3% del totale degli iscritti nell'anno scolastico 2024/25. La quota locale più alta segnalata riguarda la scuola secondaria di primo grado, dove il dato arriva al 4%.

Il quadro nazionale è molto diverso. Nel 2024/25 gli alunni con cittadinanza non italiana in Italia erano 931.323, pari all'11,6% della popolazione scolastica. Nella scuola secondaria di primo grado, a livello nazionale, la quota era del 12,6%.

Il confronto è significativo per chi vive a Benevento: la quota complessiva locale è meno di un terzo della media nazionale, mentre il picco locale del 4% nelle secondarie di primo grado resta molto al di sotto del corrispondente dato nazionale del 12,6%.

Cosa prevede il decreto

La misura approvata dal Consiglio dei ministri è un decreto-legge sulla scuola che contiene, tra le altre disposizioni, un tetto del 30% in specifiche classi prime.

Il limite non si applica indistintamente a tutti gli alunni con cittadinanza non italiana. Secondo le informazioni disponibili, riguarda gli alunni che non hanno un'adeguata conoscenza dell'italiano, con criteri legati a fattori come la nascita all'estero, la frequenza della scuola dell'infanzia italiana e gli anni di frequenza con esito positivo nel sistema nazionale di istruzione.

Il decreto collega inoltre la misura sulle classi a corsi personalizzati di lingua italiana, con un finanziamento indicato in oltre 14 milioni di euro. Possibili deroghe accompagnate da corsi di italiano fanno parte del quadro descritto dalla stampa nazionale.

Chi è effettivamente interessato

La distinzione tra cittadinanza e categorie interessate dal tetto è importante.

Il dato del 3,3% per Benevento e quello dell'11,6% per l'Italia descrivono la cittadinanza: alunni con cittadinanza non italiana. Il limite del 30% nelle classi è invece descritto come rivolto a categorie più ristrette, definite dalla competenza linguistica e dalla storia scolastica.

Questo significa che le due percentuali non possono essere lette come una misura diretta di quanti alunni ricadrebbero sotto il limite. Un alunno con cittadinanza non italiana nato in Italia, che ha frequentato la scuola dell'infanzia italiana o ha completato anni di frequenza con successo nelle scuole italiane, non verrebbe necessariamente conteggiato allo stesso modo di un alunno appena arrivato con una conoscenza limitata dell'italiano.

Cosa seguire da qui in poi

Il testo legislativo definitivo e la sua pubblicazione ufficiale non erano ancora disponibili nelle fonti esaminate, quindi alcuni dettagli applicativi potrebbero cambiare.

In particolare, non sono ancora stati chiariti nelle cronache il metodo operativo per valutare la conoscenza dell'italiano, le regole per le deroghe e il modo in cui gli alunni verrebbero distribuiti tra scuole vicine. Famiglie, dirigenti scolastici ed enti locali dell'area di Benevento dovranno attendere le indicazioni attuative per capire come funzioneranno in pratica la composizione delle classi prime, i corsi di lingua e le eventuali procedure di deroga.