La gestione del lungomare e delle concessioni balneari di Castellammare di Stabia è sotto pressione politica, con le voci dell’opposizione che criticano le attrezzature smantellate nella Villa Comunale, i costi dei recenti servizi per la balneazione e un’ulteriore proroga tecnica delle concessioni esistenti.

Secondo Metropolis Web, il gruppo Democratici e Progressisti ha criticato la gestione del waterfront e lo smantellamento delle attrezzature balneari installate nella Villa Comunale. Il gruppo sostiene che l’attuale offerta di servizi sia inadeguata.

Lo stesso articolo riferisce che il gruppo cita circa 600.000 euro spesi per quelle strutture in due anni. Quella cifra di spesa, lo smantellamento e le presunte carenze dei servizi — compresi i servizi igienici — sono affermazioni politiche riportate dalla stampa locale. Nella ricerca per questo articolo non sono stati acquisiti i documenti comunali di spesa o di lavori alla base di tali affermazioni.

Richiesta di ritiro della proroga e preparazione di una gara per il 2027

Secondo il gruppo, la Commissione Straordinaria ha approvato un’ulteriore proroga tecnica delle concessioni balneari esistenti. Democratici e Progressisti chiedono che gli atti relativi siano ritirati.

Il contenuto esatto e l’effetto giuridico della presunta delibera commissariale non sono stati verificati in modo indipendente a partire dalla decisione della Commissione, e le fonti disponibili non permettono di stabilire se la revoca richiesta sia stata accolta o respinta.

L’articolo riferisce che il quadro amministrativo contestato indica il 30 settembre 2027 come termine finale per i titoli concessori esistenti ai sensi della normativa citata. Il rapporto tra quella data e un 30 settembre 2026 menzionato nel dibattito politico locale richiederebbe l’esame degli atti comunali e nazionali sottostanti.

Come passo successivo, Democratici e Progressisti chiedono un progetto e una gara per il 2027 che garantiscano costi più bassi e strutture migliori.

Spiagge libere e la richiesta del 30%

Il dibattito riguarda sia la gestione delle spiagge libere sia l’assegnazione delle concessioni balneari.

Separatamente, Il Corrierino riferisce che Base Popolare chiede che almeno il 30% delle aree di spiaggia resti a libera fruizione, con accesso libero alla battigia. Le fonti non confermano in modo indipendente le condizioni operative attuali di ogni servizio di spiaggia libera né la quota precisa di litorale a libera fruizione oggi disponibile a Castellammare.

Base Popolare sostiene inoltre che il processo di pianificazione comunale e l’attuazione del piano costiero siano stati rinviati o portati avanti in modo inadeguato.

Il quadro regionale: cosa fa il PUAD

Un contesto utile per i lettori è il quadro di pianificazione regionale citato nel dibattito. Il PUAD — il Piano di Utilizzo delle Aree Demaniali — è lo strumento della Regione Campania che disciplina l’uso turistico e ricreativo del demanio marittimo.

Classifica le aree costiere e stabilisce le regole per i piani attuativi comunali. I comuni costieri, tra cui Castellammare di Stabia, devono organizzare l’uso della costa in modo coerente con le sue disposizioni. Per questo sia le richieste dell’opposizione sia il processo di pianificazione comunale fanno riferimento al PUAD.

Il contesto comunale: l’avviso di febbraio 2026

Un secondo elemento di contesto è che il Comune aveva già avviato una procedura legata agli appalti per le aree di balneazione libera.

Il 27 febbraio 2026, il Comune di Castellammare di Stabia ha pubblicato un avviso relativo a una short list per la fornitura, l’installazione e la gestione di attrezzature a servizio delle aree di balneazione libera. L’avviso riguardava sia la fornitura e la posa in opera sia i servizi di conduzione e funzionamento.

Quell’avviso non risolve di per sé l’attuale contenzioso su costi, smantellamento o proroghe, ma dimostra che le attrezzature e i servizi per le spiagge libere sono stati oggetto di una procedura comunale formale all’inizio del 2026.

Cosa resta da chiarire

Restano aperti diversi punti. La cifra di 600.000 euro e le critiche alle installazioni della Villa Comunale restano affermazioni di Democratici e Progressisti. La portata giuridica della proroga tecnica attribuita alla Commissione Straordinaria deve ancora essere verificata nella delibera pubblicata dalla Commissione.

Da seguire, nelle prossime fasi, se gli atti di proroga saranno ritirati, come richiesto, e quale progetto la città preparerà per la stagione 2027 — in particolare su costi, qualità delle strutture, accesso libero garantito al mare e coerenza con il piano costiero regionale.