Fausto Lamparelli, insediatosi come nuovo questore di Napoli, ha segnalato l'emergere di nuove generazioni di membri della criminalità organizzata molto giovani e pericolosi. L'allarme, riportato da Metropolis Web, affianca alla repressione la prevenzione, il controllo del territorio e la collaborazione tra istituzioni nella risposta alla criminalità minorile.
Lamparelli ha affermato che il contrasto alla criminalità minorile non può basarsi solo sulla repressione. Ha chiesto prevenzione, controllo del territorio e presenza nelle scuole, invitando a non generalizzare sui giovani e sottolineando la necessità di individuare e sostenere coloro che possono essere sottratti ai percorsi criminali.
Un ritorno a Napoli
La nomina di Lamparelli segna un ritorno a Napoli. In precedenza ha guidato la Squadra Mobile di Napoli dal 2014 al 2017, periodo in cui si è occupato anche di gruppi criminali giovanili, comprese indagini legate alla cosiddetta "paranza dei bambini".
Questo precedente è rilevante per le sue attuali dichiarazioni. Il suo lavoro precedente a Napoli ha riguardato casi di gruppi di giovani coinvolti in attività criminali, e le sue parole al momento dell'insediamento collegano quell'esperienza all'attuale preoccupazione per le nuove giovani leve.
Ciò che la cronaca disponibile non fornisce è un quadro dettagliato di queste nuove leve. Le fonti non offrono dati quantitativi aggiornati su età, numero o distribuzione territoriale, e l'articolo di Metropolis Web non identifica con precisione i clan attivi nell'area meridionale della provincia di Napoli. Tra i documenti acquisiti per questo articolo non era disponibile una trascrizione istituzionale indipendente né una registrazione audiovisiva delle dichiarazioni di Lamparelli nel giorno dell'insediamento.
Cosa mostrano le recenti operazioni di polizia
La struttura in cui queste giovani leve rischiano di entrare è illustrata da un'operazione documentata dalla Questura di Napoli. In quel caso, la polizia ha riferito l'arresto di 60 persone ritenute appartenenti a due famiglie camorristiche, con accuse che comprendono associazione di tipo mafioso, traffico di droga, estorsione e possesso di armi.
Secondo il resoconto della Questura, gli agenti hanno sequestrato armi, esplosivi, munizioni, droga e documentazione contabile collegata alle attività criminali.
Tale operazione riflette indagini risalenti al 2021 e al 2022. Descrive quindi il tipo consolidato di organizzazione di clan e le presunte attività documentate dalla polizia, piuttosto che dimostrare di per sé l'evoluzione descritta nel 2026. Resta un contesto utile per i lettori perché mostra i capi d'accusa e i materiali sequestrati che la polizia associa ai gruppi camorristici a base familiare: associazione di tipo mafioso, traffico di droga, estorsione, armi e documentazione finanziaria.
La prevenzione accanto alla repressione
Il secondo elemento di contesto è l'approccio dichiarato da Lamparelli: repressione accompagnata dalla prevenzione.
Nelle dichiarazioni riportate, ha collegato tre elementi:
- il lavoro di prevenzione, compresa la presenza nelle scuole;
- il controllo del territorio;
- la cooperazione tra istituzioni.
Ha inoltre introdotto una distinzione tra i giovani coinvolti o a rischio di criminalità, sostenendo che i ragazzi recuperabili devono essere individuati e sostenuti, anziché essere trattati come un unico gruppo indifferenziato.
Per i lettori, questa impostazione è importante perché separa due questioni diverse spesso confuse nella copertura della criminalità minorile: come la polizia reprime i reati attuali, e come le istituzioni cercano di ridurre il reclutamento. L'operazione della Questura appartiene alla prima categoria. Gli appelli alla presenza sul territorio, alla presenza nelle scuole e alla cooperazione tra istituzioni appartengono alla seconda.