Democratici e Progressisti, guidati dall'ex sindaco Salvatore Vozza e dall'ex consigliere Maurizio Apuzzo, hanno accusato le autorità regionali di aver lasciato in stallo il nuovo ospedale previsto a Castellammare di Stabia, definendo il progetto un flop a tre anni di distanza.

Al centro della controversia c'è l'ex complesso delle Nuove Terme in zona Solaro, individuato come sede della futura struttura sanitaria. Secondo il gruppo, invece di progressi verso l'apertura, l'area ha visto finora soprattutto edifici svuotati, arredi e attrezzature rimossi, demolizioni o altri lavori preliminari.

Le critiche si concentrano sui ritardi, sullo svuotamento degli edifici esistenti e sul timore di un possibile ridimensionamento del progetto. Secondo il gruppo, il piano iniziale prevedeva circa 320 posti letto, mentre le proiezioni attuali indicano poco più di 200. La riduzione riportata è presentata come una preoccupazione politica e una proiezione emergente, non come un piano finale confermato.

Cosa è stato approvato

Il nuovo ospedale nasce da un accordo istituzionale tra Regione Campania, Comune di Castellammare di Stabia, SINT e liquidatori giudiziali della SINT, approvato con Delibera regionale 494/2023.

Il programma regionale ha fissato un budget massimo di 180 milioni di euro per il complesso sanitario, con fino a 13,5 milioni di euro destinati all'acquisizione del complesso delle Nuove Terme, compresi ex albergo e area parcheggio.

Questo quadro è un contesto importante per il dibattito attuale: l'entità del finanziamento e l'acquisizione sono state definite a livello regionale, mentre il progetto definitivo, il numero finale di posti letto e l'elenco completo dei reparti non risultano stabiliti nelle fonti acquisite finora.

Le questioni irrisolte

Secondo il gruppo, il progetto resta circondato da domande senza risposta sul progetto definitivo, sui costi, sui posti letto, sui reparti e sui servizi specialistici.

In particolare, Democratici e Progressisti si chiedono se la futura struttura manterrà il previsto status di DEA di secondo livello e se saranno inclusi i servizi di neurochirurgia e riabilitazione. Richiamano inoltre le prescrizioni della Soprintendenza per la conservazione o il restauro degli edifici storici, il cui impatto finanziario non è documentato nelle fonti acquisite.

Anche il cronoprogramma attuale dei lavori e la data prevista di apertura non risultano confermati.

Il San Leonardo e la richiesta di un'assemblea pubblica

Accanto al dibattito sul nuovo ospedale, il gruppo descrive l'attuale ospedale San Leonardo come interessato da continue riduzioni di reparti, servizi e personale. L'entità di eventuali riduzioni attuali non è quantificata nelle fonti disponibili.

Su questa base, Democratici e Progressisti chiedono un'assemblea pubblica con autorità regionali, operatori sanitari, forze politiche e cittadini per chiarire il futuro delle strutture sanitarie di Castellammare di Stabia.

La richiesta è di avere risposte dirette sui punti ancora aperti: progetto finale, numero di posti letto, reparti, livello DEA, servizi specialistici, costi e tempi.