Una disputa al cimitero di Castellammare di Stabia ha portato a un'inchiesta penale sulle modalità di assegnazione, registrazione e occupazione dei loculi, dopo la segnalazione che un loculo rivendicato da una famiglia sarebbe stato trovato occupato dai resti di un'altra persona.

Il caso è nato dopo che una famiglia ha trovato il nome e i resti di una diversa persona deceduta associati a un loculo che, a suo dire, era stato legalmente concesso o acquistato. La scoperta è stata riportata da Metropolis Web e successivamente ripresa da testate nazionali.

Un loculo trovato occupato dopo un anno di assenza

Secondo quanto riportato, una donna di 43 anni si è rivolta ai Carabinieri dopo essere tornata al cimitero a distanza di circa un anno. Ha raccontato che un loculo appartenente alla sua famiglia era stato murato ed era occupato da un'altra persona.

La presunta occupante era una donna nata nel 1938 e deceduta il 4 dicembre 2025. I suoi resti si trovavano all'interno del loculo conteso al momento del ritorno della denunciante.

Secondo gli stessi resoconti, i registri cimiteriali collegati al loculo mostravano modifiche scritte a mano, senza un passaggio formale documentato a favore della famiglia. Questi dettagli sono ora parte del materiale al vaglio degli investigatori.

Cosa stanno esaminando gli investigatori

L'inchiesta coinvolge i Carabinieri e la Procura di Torre Annunziata, con i documenti dell'archivio cimiteriale acquisiti e in fase di esame.

La questione centrale è se i registri cimiteriali siano stati alterati e se i loculi siano stati riassegnati o occupati con regolare autorizzazione. Gli investigatori stanno quindi guardando con attenzione alle carte: chi risultava titolare, se eventuali modifiche siano state registrate e quale autorizzazione abbia supportato la successiva sepoltura.

Metropolis Web riporta anche un'ulteriore denuncia relativa alla sparizione di una lapide in marmo acquistata nel 2016. Nessuna fonte indica chi abbia rimosso o sostituito resti o lapidi.

La presunta rete di compravendite resta da dimostrare

La stampa locale ha descritto il sospetto più ampio come un possibile mercato nero dei loculi, con presunte alterazioni degli archivi, tombe riassegnate e vendite non autorizzate.

Questa presunta rete di compravendite resta un'ipotesi investigativa, non un accertamento giudiziario. Non è ancora stabilito se l'episodio sia frutto di un errore amministrativo, di una falsificazione di documenti, di una riassegnazione non autorizzata o di uno schema organizzato di rivendita.

Nessuna fonte stabilisce responsabilità o complicità di singoli dipendenti cimiteriali, e resta sconosciuto il successivo esito procedurale dell'inchiesta, incluse eventuali accuse.