Alla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA) di Paestum, la Città Metropolitana di Napoli ha presentato una nuova rete archeologica metropolitana costruita attorno al progetto «Adotta un bene archeologico».
Il progetto riunisce i 92 comuni dell'area metropolitana, le istituzioni di tutela del patrimonio e le organizzazioni locali. Secondo la presentazione riportata dalla stampa locale, si basa su una ricognizione dei beni archeologici in tutti i 92 comuni, descritta come un censimento del patrimonio del territorio.
Collegare i siti meno noti con le grandi attrazioni
L'obiettivo dichiarato è collegare i siti archeologici meno noti con attrazioni consolidate come Pompei, Ercolano e Oplontis, e incoraggiare i visitatori a esplorare una porzione più ampia del territorio metropolitano.
Anziché promuovere i singoli siti in modo isolato, l'iniziativa propone itinerari coordinati e attività congiunte di valorizzazione. L'accento è sulla visibilità dei beni patrimoniali più piccoli, spesso oscurati dai grandi siti vesuviani, utilizzando proprio quei siti maggiori come punti di accesso alla rete più ampia.
I territori presentati
Tra gli esempi presentati al workshop figurano la Villa Augustea di Somma Vesuviana, itinerari archeologici e culturali intorno all'area vesuviana, ai Monti Lattari e a Ischia, e all'area di Suessola-Acerra.
Questi esempi illustrano l'estensione geografica del progetto: dall'entroterra vesuviano alle isole, dalle montagne della penisola sorrentina all'area interna a nord-est di Napoli. Per i lettori dell'area sorrentina, l'inclusione dei Monti Lattari indica un legame più stretto tra il turismo costiero e i percorsi archeologici e culturali interni.
Una strategia per distribuire i visitatori e allungare i soggiorni
La strategia turistica dichiarata del progetto è distribuire i flussi di visitatori e allungare i soggiorni, sostenendo lo sviluppo culturale ed economico dell'intera area metropolitana.
L'approccio è in linea con il tema più ampio dell'evento in cui è stato lanciato. La XXVIII BMTA, tenutasi a Paestum dal 29 ottobre al 1 novembre 2026, è dedicata alla promozione, alla gestione e all'accessibilità del patrimonio archeologico e al turismo archeologico, compresi lo sviluppo del turismo culturale e la destagionalizzazione.
Cosa non è ancora precisato
Ciò che i resoconti disponibili non chiariscono ancora è il prossimo passo pratico per i visitatori. Le fonti non specificano un cronoprogramma di attuazione, un budget o una struttura formale di governance della rete.
Non esiste ancora un inventario pubblico completo dei beni archeologici individuati nei 92 comuni, e i resoconti non chiariscono quali siti siano già aperti, finanziati o inseriti negli itinerari di visita. Anche i criteri e le procedure esatte per la partecipazione a «Adotta un bene archeologico» non sono precisati.
Per ora, la presentazione di Paestum segna l'avvio del quadro di coordinamento. I viaggiatori interessati ai siti oltre Pompei, Ercolano e Oplontis dovrebbero verificare localmente le modalità di apertura prima di programmare una visita.