L'amministrazione di Avellino afferma che Irpiniambiente non riconosce i crediti per ristori ambientali rivendicati dal Comune, in una controversia sui pagamenti legati ai rifiuti conferiti allo STIR di Pianodardine.
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, la vicesindaca Anna D'Aliasi ha illustrato la posizione del Comune: Avellino ha compensato gli ordini di pagamento emessi per il trattamento dei rifiuti con i crediti per ristori ambientali che, secondo l'amministrazione, sarebbero dovuti da Irpiniambiente. Irpiniambiente, società interamente partecipata dalla Provincia di Avellino, ha presentato ricorso al TAR in merito a tali ordini di pagamento.
Il cuore della controversia è quindi duplice: se la procedura di compensazione utilizzata dal Comune di Avellino fosse giuridicamente valida e se i crediti per ristori ambientali siano ancora esigibili.
Cosa sono i «ristori ambientali»
Il Regolamento regionale della Campania n. 8 del 27 luglio 2012 istituisce contributi di ristoro ambientale per i Comuni che ospitano impianti di trattamento dei rifiuti urbani o che si trovano in prossimità di tali impianti.
Il regolamento stabilisce che il contributo è destinato a compensare le comunità locali per gli impatti e i disagi legati agli impianti di trattamento dei rifiuti e alla movimentazione o al trasporto dei rifiuti. In altre parole, i pagamenti non sono un trasferimento generico: sono legati all'onere di ospitare infrastrutture per i rifiuti o di vivere accanto a esse.
Il quadro normativo alla base della richiesta
Il regolamento del 2012 attua l'articolo 28 della Legge regionale della Campania n. 4 del 28 marzo 2007. Tale base giuridica è successivamente mutata: la Regione Campania registra che la Legge n. 4 del 2007 è stata poi abrogata dalla Legge regionale n. 14 del 26 maggio 2016.
Questa storia è rilevante per il caso di Avellino. Le fonti confermano l'originario quadro di riferimento per i ristori e la sua successiva abrogazione, ma non chiariscono pienamente quali disposizioni successive al 2016 disciplinino gli specifici crediti oggi in questione.
Cosa sostiene il Comune di Avellino
D'Aliasi sostiene che i crediti del Comune sono documentati e, secondo l'amministrazione, certi, liquidi ed esigibili.
Tale qualificazione va letta con attenzione: è presentata come la posizione del Comune di Avellino. Nel materiale reperito non era disponibile alcuna conferma giudiziaria indipendente di tale valutazione.
Cosa resta da chiarire
Diversi punti centrali restano incerti:
- L'importo richiesto dal Comune di Avellino non è stato accertato nel materiale reperito.
- Il numero di ricorso al TAR, lo stato del procedimento ed eventuali sentenze definitive non sono stati indicati.
- Resta controverso se Irpiniambiente debba i crediti nella forma sostenuta dal Comune.
- Lo stato giuridico attuale dei crediti di ristoro più risalenti, a seguito dell'abrogazione della legge del 2007, non è stato pienamente chiarito.
Per chi segue le controversie sui rifiuti e sulla finanza locale attorno allo STIR di Pianodardine, ad Avellino, le prossime informazioni decisive saranno di natura procedurale: come il TAR valuterà sia gli ordini di pagamento sia la compensazione opposta dal Comune.