Il 16 ottobre 2026, circa 200 studenti hanno sfilato in corteo nel centro di Avellino per richiamare l'attenzione sulle condizioni delle scuole in tutta la Provincia di Avellino.
Il corteo è stato organizzato dai Giovani Comunisti e dal Collettivo Studentesco. Secondo quanto riportato da IrpiniaNews, l'obiettivo non era semplicemente saltare un giorno di scuola: gli studenti hanno portato un dossier basato su un questionario, dedicato a problemi strutturali, logistici e di trasporto, e hanno chiesto agli amministratori provinciali di dare una risposta.
Cosa hanno presentato gli studenti
Il dossier si basava su un questionario studentesco riguardante le scuole della Provincia di Avellino. Il questionario completo e la sua metodologia non erano disponibili in modo indipendente nella cronaca, quindi i risultati vanno letti come il resoconto documentato degli studenti, piuttosto che come un'indagine verificata in modo indipendente.
Per quanto riguarda gli edifici scolastici, i problemi segnalati comprendevano la manutenzione generale e l'igiene dei bagni, le condizioni delle aule e l'isolamento termico. Per il trasporto scolastico, i problemi segnalati comprendevano mezzi sovraffollati, orari scomodi e corse insufficienti.
Questi due filoni — gli edifici e il viaggio quotidiano verso scuola — erano il cuore della protesta: le condizioni dentro le aule e la possibilità concreta di raggiungerle in modo affidabile.
Chi ha ricevuto il dossier
Una delegazione di studenti ha consegnato il dossier al presidente della Provincia Fausto Picone e al consigliere Renzulli.
Dalla cronaca non emerge quali impegni, ammesso che ce ne siano stati, abbiano fatto seguito a quell'incontro, né quali scuole specifiche potrebbero essere prese in considerazione per prime o quando eventuali lavori potrebbero iniziare.
Perché va oltre un singolo corteo
L'attenzione degli studenti per le infrastrutture scolastiche si inserisce in un più ampio focus delle politiche regionali sulla sicurezza e sulla modernizzazione degli edifici scolastici pubblici.
Il programma 2026 della Regione Campania «Scuola Viva in Cantiere» è orientato alla sicurezza, all'adeguamento normativo, alla riqualificazione, all'accessibilità, all'efficienza energetica e alla riduzione dei consumi negli edifici scolastici. Questo programma fornisce il contesto della protesta di Avellino, ma non conferma in modo indipendente i dettagli del corteo del 16 ottobre, e le fonti disponibili non indicano quali scuole dell'area avellinese riceveranno finanziamenti regionali.
Per chi segue questa vicenda, le due domande che contano adesso sono: come risponderà la Provincia ai punti specifici su manutenzione e trasporti contenuti nel dossier degli studenti, e se i fondi regionali per l'edilizia scolastica si tradurranno in lavori visibili nelle scuole irpine.