Ad Avellino, il ricordo diventa un metodo di lavoro. «Officina Irpinia» è una scuola intergenerazionale di politica nata nel nome di Gennaro Bellizzi, promossa dalla famiglia Bellizzi insieme all'associazione Controvento.

L'obiettivo dichiarato non è una commemorazione soltanto celebrativa. Il progetto vuole legare la memoria di Bellizzi ai temi del suo impegno politico e sociale, trasformandola in impegno civile e discussione pubblica.

Al centro c'è il dialogo tra generazioni. La scuola è pensata come un luogo di incontro tra giovani e adulti, con il confronto e lo scambio tra età diverse come uno dei suoi tratti distintivi.

L'altro asse centrale è il rapporto tra la città e le aree interne. Il primo tema scelto da Officina Irpinia è lo spopolamento e la possibilità di restare in Irpinia o di tornarvi.

Il primo incontro: il diritto di restare

L'incontro inaugurale è intitolato «Il diritto di restare: dibattito pubblico sulla fuga dal Sud Italia. Come invertire il trend?».

Secondo le testate locali consultate, l'appuntamento è annunciato per il 30 ottobre alle ore 17:30 a Villa Amendola, ad Avellino. Le fonti non indicano esplicitamente l'anno.

La scelta del tema è diretta: la partenza dei giovani dalle aree interne e ciò che servirebbe per rendere il restare una scelta reale. Il progetto presenta qui la memoria come un impegno concreto per rendere il territorio più vivibile e attrattivo, e non come un semplice sguardo al passato.

La discussione di apertura è concepita come un dibattito pubblico che coinvolge generazioni diverse, insieme ad associazioni, rappresentanti politici e studiosi.

Perché questo formato è importante per chi legge

Per i residenti, l'interesse sta meno nella cerimonia che nelle domande messe sul tavolo dalla scuola. La prima è generazionale: cosa si aspettano dalla vita pubblica in Irpinia i residenti più giovani e quelli più anziani, e dove queste aspettative si incontrano o divergono.

La seconda è territoriale: se l'Irpinia può offrire condizioni concrete in cui restare o tornare diventa una scelta. I resoconti consultati presentano questo come il cuore del dibattito sul «diritto di restare», senza proporre risposte già pronte.

Nelle fonti consultate non era disponibile un programma completo degli incontri successivi a quello inaugurale, né è stata individuata una pagina ufficiale con dettagli per l'iscrizione o un calendario aggiornato. I lettori interessati a partecipare dovrebbero quindi verificare in loco orari e modalità di accesso prima di recarsi a Villa Amendola.

Quel che è confermato è il punto di partenza: una scuola intitolata a Gennaro Bellizzi, costruita sul dialogo intergenerazionale, che comincia dallo spopolamento e dal futuro delle aree interne dell'Irpinia.