Katia, 51 anni, della provincia di Avellino, è stata dimessa dall'A.O.R.N. San Giuseppe Moscati dopo oltre quattro mesi di cure. Il ritorno a casa è stato segnato da una festa a sorpresa con la sua famiglia e l'équipe medica.
Era arrivata in ospedale il 21 giugno in condizioni gravissime, con una grave emorragia gastrointestinale complicata da sepsi. Le cure erano iniziate in terapia intensiva e proseguite nel reparto di chirurgia generale, dove è stata sottoposta a due interventi chirurgici altamente complessi per affrontare complicanze legate a precedenti operazioni.
Prima della dimissione, il personale dell'ospedale ha organizzato una festa a sorpresa per Katia, riunendo i familiari e i membri dell'équipe che l'aveva seguita durante il lungo ricovero.
Nel ringraziare il personale, Katia ha citato in particolare il chirurgo Giuseppe Militerno, descrivendolo con queste parole: «il mio miracolo, che ha un nome e cognome e un camice bianco».
Un percorso di cura di quattro mesi
Le cronache locali concordano sulle tappe principali del ricovero di Katia. Il ricovero d'urgenza del 21 giugno per l'emorragia e la condizione settica è stato seguito da un primo periodo in terapia intensiva. Le cure sono poi passate alla chirurgia generale, dove sono stati eseguiti due interventi impegnativi. Dopo oltre quattro mesi in ospedale, le sue condizioni hanno permesso la dimissione e il ritorno a casa ai primi di novembre.
La concordanza tra i quattro racconti indipendenti della stampa locale — IrpiniaNews, Ottopagine, IrpiniaOggi e Anteprima24 — riguarda la cronologia, la gravità delle condizioni iniziali, i due interventi e la festa di saluto.
Cosa non dicono le cronache
I resoconti pubblicati non riportano il cognome di Katia né ulteriori informazioni identificative. Descrivono la dimissione in termini relativi, come «ieri» in articoli datati 7 novembre 2026, senza indicare una data di calendario autonoma.
I resoconti non includono inoltre un bollettino clinico ufficiale dell'ospedale e non forniscono una prognosi a lungo termine né un piano di follow-up. Ciò che risulta documentato è il percorso completato descritto dalla stampa locale: ricovero d'urgenza, terapia intensiva, due procedure complesse in chirurgia generale e dimissione dopo oltre quattro mesi.