Il depuratore delle acque reflue industriali a servizio dell'area industriale di Contrada Fiorentina a Nusco, in provincia di Avellino, è stato sottoposto a sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica di Avellino. Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri Forestali di Avellino e prevede la facoltà d'uso per il soggetto gestore, con un termine di sessanta giorni per il ripristino delle condizioni di corretto esercizio.
Secondo la Procura, l'impianto sarebbe stato gestito senza un regolare smaltimento dei fanghi, con criticità nei sistemi di depurazione, ozonizzazione e abbattimento delle emissioni e con scarichi da regolarizzare.
Il responsabile dell'impianto è stato deferito per le ipotesi di gestione e deposito illecito di rifiuti e di scarico illecito di acque reflue industriali. Si tratta di una persona sottoposta a indagini, presunta innocente fino a sentenza definitiva.
Denunce, monitoraggi e indagine
L'indagine segue le segnalazioni dei residenti locali su odori persistenti e dubbi sulla capacità di trattamento dell'impianto. Una precedente petizione avrebbe raccolto oltre duecento firme e al 6 agosto 2026 la Procura aveva aperto un fascicolo dopo le segnalazioni dei residenti e le richieste regionali di chiarimento sui dati di monitoraggio ARPAC.
IrpiniaNews collega il caso a segnalazioni di circa 400 cittadini e ad analisi ARPAC che, nella ricostruzione del giornale, avrebbero rilevato 40 sostanze inquinanti e superamenti dei limiti tabellari. I rapporti di laboratorio originali non erano inclusi nel materiale esaminato per questo articolo, pertanto tali cifre vanno lette come affermazioni riportate e non come accertamenti tecnici confermati.
Il testo integrale del decreto di sequestro e successive pronunce giudiziarie sulle contestazioni non erano disponibili nelle fonti consultate.
Odori, scarichi e autorizzazione ambientale
Le questioni esaminate dalle istituzioni riguardano sia le emissioni odorigene sia la conformità degli scarichi e il rispetto dell'autorizzazione ambientale.
La Prefettura di Avellino ha segnalato problemi odorigeni, monitoraggi e accertamenti ancora in corso, interventi tecnici per migliorare l'efficienza dell'impianto e un tavolo permanente di coordinamento presso il Comune di Nusco per seguire verifiche, misure programmate e raccordo tra gli enti coinvolti.
L'assessora regionale all'Ambiente della Campania ha dichiarato che si attendeva ancora la relazione conclusiva ARPAC per verificare il rispetto dell'Autorizzazione Integrata Ambientale, nota come AIA, e per definire ulteriori interventi. Tale relazione finale ARPAC non risultava ancora pubblicata nelle fonti consultate.
Finanziamento regionale per gli impianti dell'area ASI
La Regione Campania ha dichiarato di aver finanziato circa 5 milioni di euro per la rifunzionalizzazione degli impianti di trattamento dell'area industriale ASI e di essere disponibile a valutare ulteriori misure una volta completato il quadro tecnico.
La precisa società o ente formalmente responsabile della gestione dell'impianto di Nusco non era chiarita nelle fonti acquisite, né era ancora verificabile se il ripristino entro sessanta giorni fosse stato completato.
Cosa succede ora
Tre elementi determineranno la fase successiva. Il primo è il periodo di sessanta giorni concesso con il sequestro con facoltà d'uso per il ripristino del corretto esercizio. Il secondo è il tavolo permanente presso il Comune di Nusco, dove dovranno essere esaminati i risultati delle verifiche e le misure programmate. Il terzo è la relazione conclusiva ARPAC, che dovrebbe fornire la base tecnica per le decisioni amministrative e giudiziarie.
Per i residenti, i punti pratici da osservare sono se gli episodi odorigeni diminuiranno, se i dati sugli scarichi rientreranno nei limiti e se le istituzioni pubblicheranno i risultati finali dei monitoraggi.