I Carabinieri, nel corso di controlli ambientali a Montefredane, hanno segnalato il sequestro di un'area di circa 5.000 metri quadrati appartenente a una società attiva nella raccolta e nello smaltimento di rifiuti. L'operazione è stata riportata il 24 settembre 2026.

Secondo quanto pubblicato da IrpiniaNews e LabTV, gli investigatori hanno trovato sull'intero sito circa 15.000 metri cubi di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi.

I rifiuti comprendevano, secondo le descrizioni, oli esausti, materiali ferrosi e plastica. Sarebbero stati stoccati senza classificazione, sia in contenitori sia direttamente sul terreno, alla rinfusa.

Il sito è stato descritto come sottoposto a vincolo ambientale perché adiacente a un corso d'acqua. I resoconti non indicano la posizione esatta del sito né il nome del corso d'acqua.

Il titolare della società, un 35enne del posto, è stato denunciato in stato di libertà alla Procura per presunta gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi in area vincolata. Né la società né il titolare sono stati identificati per nome nei resoconti disponibili.

L'intera area è stata posta sotto sequestro.

Una denuncia di questo tipo non è un accertamento giudiziario definitivo. Significa che la Procura ha ricevuto la segnalazione degli investigatori e valuterà i fatti contestati. Nei resoconti disponibili non è riportata alcuna successiva decisione giudiziaria.

Montefredane è stata già in passato oggetto di distinti interventi ambientali. In un caso separato riportato nell'aprile 2025, Il Mattino ha descritto accuse di scarichi industriali non autorizzati nel fiume Sabato e di emissioni in atmosfera non autorizzate. Quel caso precedente è distinto dal sequestro del settembre 2026 e riguarda condotte presunte diverse.

Nei documenti disponibili per il caso attuale non sono riportati danni ambientali accertati né ordini di bonifica.